Gabriele Gravina, presidente della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), è al centro di una delicata inchiesta per autoriciclaggio. La Procura di Roma ha chiuso le indagini a fine 2024, ma il procedimento ha avuto ulteriori sviluppi nel 2025 con il trasferimento dell’indagine alla Procura di Sulmona. Una vicenda che rischia di avere forti ripercussioni sulla governance del calcio italiano.
L’origine dell’accusa
Il caso prende le mosse da un’operazione finanziaria risalente al 2018, quando Gravina avrebbe ricevuto 200.000 euro dalla Ginkgo Srl, società riconducibile a Gianni Prandi, imprenditore nel settore radiotelevisivo. Formalmente si sarebbe trattato della vendita di una collezione di libri antichi di proprietà dello stesso Gravina.
Secondo l’accusa, tuttavia, si tratterebbe di una vendita fittizia, finalizzata a far transitare denaro di dubbia provenienza — un presunto illecito legato al periodo di Gravina alla guida della Lega Pro. Sempre secondo gli inquirenti, quel denaro sarebbe poi stato utilizzato per estinzione anticipata di un mutuo ipotecario su un appartamento acquistato a Milano per la figlia della compagna del presidente federale.
Fonti:
📌 Il Fatto Quotidiano – “Gravina, chiusa l’inchiesta: è accusato di autoriciclaggio”
Il rigetto del sequestro
Nel novembre 2024, il Tribunale del Riesame di Roma ha rigettato la richiesta della Procura di sequestrare 140.000 euro a Gravina. Pur negando il sequestro, i giudici hanno parlato di un’operazione “evidentemente orchestrata”, lasciando intendere che l’ipotesi investigativa avesse comunque un fondamento.
Fonti:
📌 Il Fatto Quotidiano – “Gravina, chiusa l’inchiesta: è accusato di autoriciclaggio”
📌 Sky TG24 – “Indagine Gravina, il presidente FIGC rischia il processo”
Il trasferimento a Sulmona
Un passaggio chiave arriva nel febbraio 2025: la Procura di Roma accoglie la richiesta della difesa di Gravina di trasferire il fascicolo a Sulmona, ritenendo che il luogo naturale per il processo fosse proprio l’Abruzzo, essendo lì che si sarebbero svolti i fatti principali.
La notizia è stata confermata prima da Il Germe e poi dall’ANSA.
📌 Il Germe – “Sospetto autoriciclaggio: accolta la richiesta di Gravina, inchiesta spostata a Sulmona”
📌 ANSA – “Indagine su Gravina trasferita a Sulmona”
La Procura Generale ha confermato il trasferimento, che segna ora l’avvio di una nuova fase: sarà infatti Sulmona a decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio del presidente federale.
La difesa di Gravina
Gravina ha sempre respinto le accuse, sostenendo che la compravendita non sia mai stata conclusa e che la somma ricevuta sia stata interamente restituita. I suoi legali sottolineano inoltre come tutte le operazioni finanziarie coinvolte siano state perfettamente tracciabili.
“Sono tranquillo, ho sempre agito con correttezza e trasparenza”, ha dichiarato Gravina alla stampa.
Fonti:
📌 Sky TG24 – “Indagine Gravina, il presidente FIGC rischia il processo”
📌 Gazzetta dello Sport – “Cosa succede adesso per Gravina”
Prospettive e rischi
Se confermata l’accusa di autoriciclaggio, Gravina rischia una pena che va da 4 a 12 anni di reclusione, oltre a sanzioni pecuniarie. Il procedimento è procedibile d’ufficio e, se portato a giudizio, potrebbe avere pesanti ricadute sulla governance della FIGC, già scossa da inchieste e tensioni interne.
L’eventuale rinvio a giudizio rappresenterebbe un colpo durissimo per l’immagine della Federazione e del calcio italiano nel suo complesso.
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