L’amministratore De Siervo accusa la pirateria come causa del disastro del calcio italiano. Peccato che i prezzi esosi e l’assenza di alternative valide siano il vero virus del sistema.
Un’accusa costruita, una realtà ignorata
Anche quest’anno DAZN detiene i diritti per tutte e 380 le partite di Serie A fino al 2029, di cui 266 in esclusiva Wikipedia. Un regime quasi monopolistico che conferisce un potere smisurato nella determinazione dei prezzi.
Tariffe stabili, ma elevate
Per la stagione 2025/26, DAZN ha deciso di non aumentare i prezzi, mantenendo i listini invariati rispetto a gennaio 2024 Calcio e FinanzaFanpageCanale Dieci. Ma la stabilità non significa accessibilità:
- Pacchetto Full (Serie A, B, calcio internazionale e sport vari): 34,99 €/mese con vincolo annuale, sennò 44,99 €/mese HTML.itPunto Informatico.
- Pacchetto Family (contenuti Full + streaming su due reti diverse): 59,99 €/mese con impegno annuale, o 69,99 €/mese senza vincoli HTML.itSelectra.
- Opzioni più economiche come Goal o Sports, molto più contenute e con calcio parziale, costano comunque 13–14 €/mese con vincolo HTML.itEveryeye Tech.
Insomma, anche pagando in anticipo, il prezzo mensile oscillerebbe tra 30 e 60 €, ben oltre la soglia sostenibile per molti tifosi.
Promozioni estemporanee… ma rare
L’unico sollievo tangibile è rappresentato dalle promozioni via partner:
- Ad esempio, l’offerta “TIMVISION con DAZN e Prime”: 19,99 €/mese per i primi 5 mesi (poi 34,99 €) Everyeye TechTom’s Hardware.
- In alcune versioni, DAZN Full è regalato fino a gennaio: promozione valida attivando entro fine agosto Punto InformaticoTom’s Hardware.
Tutto questo dimostra per converso che prezzi accessibili esistono… ma sono relegate a offerte temporanee, non alla prassi.
Il vero prezzo è l’assenza di alternativa
È un fatto: non esistono opzioni legali per vedere tutta la Serie A se non passare per DAZN. Sky tratta ancora tre partite a giornata, ma non rappresenta una reale alternativa StadiosportWikipedia. Questo crea un mercato bloccato, dove i prezzi si alzano non per volontà del consumatore ma per scelta oligopolistica.
DAZN e la Ligue 1: il collasso del calcio tra prezzi e pirateria
La Ligue 1 francese sta vivendo una crisi senza precedenti. DAZN, piattaforma di streaming britannica, ha acquisito i diritti televisivi del campionato francese fino al 2029, con un contratto da 400 milioni di euro all’anno, puntando a 1,5 milioni di abbonati. La realtà si è rivelata molto diversa: numeri deludenti, abbonamenti troppo costosi e pirateria dilagante.
Prezzi e accessibilità: un mismatch esplosivo
DAZN ha fissato l’abbonamento mensile a 29,99 euro, una cifra ritenuta troppo alta per il pubblico francese, con conseguenze prevedibili: fuga verso la pirateria.
| Paese | Prezzo medio abbonamento mensile (€) | % di tifosi che ricorrono alla pirateria | Fonte |
|---|---|---|---|
| Francia | 14,99 | 55% | Ampere Analysis |
| Italia | 34,99 | 48% | SportsPro |
| Germania | 19,99 | 22% | SportBusiness |
| Spagna | 14,99 | 18% | Marca |
Un sondaggio Odoxa mostrava che il 65% dei tifosi francesi riteneva il prezzo insostenibile e predisposto alla pirateria (SportsPro).
Pirateria dilagante: il caso francese
Secondo Ampere Analysis, la maggior parte degli spettatori (55%) della Ligue 1 utilizza mensilmente servizi di streaming illegali, percentuale che sale al 73% tra chi dichiarava di essere disposto a pagare per il calcio (Ampere Analysis).
| Competizione | % di abbonati che utilizzano pirateria | Note |
|---|---|---|
| Ligue 1 | 55% | Include flussi gratuiti e a basso costo |
| Serie A | 48% | Tendenza simile, ma leggermente inferiore |
| Premier League | 20% | Modello più consolidato, prezzi più bassi |
| La Liga | 18% | Offerta streaming più accessibile |
DAZN ha ammesso che due terzi degli spettatori delle partite top provenivano da pirateria (Clubic).
Crisi economica e rottura dei contratti
A causa della pirateria e dei numeri deludenti, DAZN ha sospeso il pagamento di 35 milioni di euro alla LFP, depositandoli in un conto di garanzia (TorrentFreak).
Ad aprile 2025, il contratto è stato risolto anticipatamente, con penale di 100 milioni di euro a carico di DAZN (AS). I club della Ligue 1, fortemente dipendenti dai ricavi televisivi, hanno subito un grave contraccolpo.
Confronto internazionale: prezzi vs sostenibilità
| Paese | Prezzo mensile (€) | Abbonati stimati (milioni) | Pirateria (%) | Note |
|---|---|---|---|---|
| Francia | 14,99 | 0,8 | 55% | Crisi Ligue 1 |
| Italia | 34,99 | 1,2 | 48% | Serie A rischio simile |
| Germania | 19,99 | 1,8 | 22% | Bundesliga stabile |
| Spagna | 14,99 | 3,0 | 18% | La Liga più accessibile |
Dai dati emerge un chiaro nesso tra prezzi elevati, bassa adesione e aumento della pirateria: i mercati con abbonamenti più accessibili mostrano minor ricorso a flussi illegali e maggiore sostenibilità economica.
La crisi della Ligue 1 è il risultato di decisioni economiche dissennate e di una miopia strategica. DAZN ha ignorato la realtà del mercato, imponendo costi eccessivi, mentre la LFP ha ceduto alle logiche finanziarie senza tutelare il pubblico. Il risultato è stato un fallimento economico e reputazionale che serve da monito per l’Italia: senza una riforma dei prezzi e un’offerta realmente accessibile, il calcio rischia di collassare sotto il peso delle proprie ambizioni economiche (FootBoom).
Lezioni per l’Italia
La Ligue 1 francese è un monito per la Serie A, dove DAZN detiene i diritti esclusivi con prezzi simili a quelli francesi. Luigi De Siervo ha indicato la pirateria come principale minaccia (SportsPro). Senza riforma dei prezzi e maggiore accessibilità, il calcio italiano rischia di seguire lo stesso percorso: un collasso economico alimentato dall’avidità e dalla disattenzione verso i tifosi.
La vera pirateria, in fondo, non nasce solo dall’accesso illegale allo streaming: nasce dalla sostenuta incapacità del sistema calcio di offrire alternative sostenibili. È più facile accusare lo spettatore che non paga, piuttosto che rimettersi in discussione.Il calcio italiano non affonda per colpa dello spettatore che risparmia qualche euro bypassando la regola, ma per colpa di chi ha deciso che non c’è mercato se non a prezzi alti e in esclusiva. Proprio la filosofia che vorrebbe combattere.