Caro Ziliani,
ci sarebbe da rispondere punto su punto, ma temo che non servirebbe: quando si parte da un pregiudizio così forte, ogni argomento razionale scivola via. Tuttavia, una cosa va detta: continuare a dipingere la Juventus come il male assoluto del calcio italiano, ignorando anni di processi, sentenze, proscioglimenti e patteggiamenti riconosciuti dalla stessa FIGC, significa fare disinformazione, non giornalismo.
Il patteggiamento non è un colpo di spugna, ma un istituto previsto dalla giustizia sportiva e accettato da tutte le parti coinvolte. Che poi tu voglia far passare per verità assolute le tesi di un processo penale ancora in corso (dove, tra l’altro, si sta ridimensionando parecchio tutto), è sintomo del tuo solito approccio: condannare prima ancora che si concluda qualsiasi iter giudiziario.
E magari, già che ci sei, potresti anche dire qualcosa su altre società che hanno patteggiato o evitato sanzioni ben più gravi in passato. Ma lì, stranamente, la tua penna si ferma.
Quanto a Inzaghi e Calhanoglu: nessuno si straccia le vesti per una giornata di squalifica, ma il punto è un altro. È l’ipocrisia di chi, come te, urla allo scandalo solo quando conviene, e tace quando tocca altri.
Per concludere: se la Juventus fosse davvero stata “salvata”, oggi non starebbe ricostruendo dalle macerie e senza coppe europee. Ma forse questo, nel tuo racconto, non fa abbastanza rumore.