Un’operazione da oltre 400 milioni di euro per evitare il baratro. L’Inter rifinanzia il maxi-bond acceso nel 2022. Ma dietro la narrazione del “rilancio” si nasconde un’operazione emergenziale per evitare l’esclusione dalla Serie A.
E la proprietà Oaktree? Non investe un centesimo. A pagare è l’Inter, e saranno i tifosi a dover fare i conti con le conseguenze.
IL FATTO
Il 14 giugno 2025 Tuttosport rivela che l’Inter ha avviato il rimborso anticipato del bond da 415 milioni di euro, emesso tre anni fa per rifinanziare i debiti di Suning. L’estinzione avverrà il 26 giugno, con un costo totale di oltre 420 milioni tra capitale e premi di rimborso.
Perché ora? Perché dal 2026 quel debito sarebbe finito tra le passività a breve termine e avrebbe reso impossibile l’iscrizione al campionato di Serie A.
NON È UNA SCELTA. È UNA NECESSITÀ PER RESTARE IN SERIE A.
Il rifinanziamento non è frutto di una scelta strategica, ma un obbligo per evitare l’esclusione dal massimo campionato italiano.
E qui arriva il punto cruciale, taciuto da molti:
Non ci sarà più la vecchia Covisoc, l’organismo federale che per anni ha permesso deroghe, rinvii e “chiusure d’occhio” sulle situazioni più critiche — Inter compresa.
Dal 2026 subentrerà un nuovo ente indipendente, con criteri di controllo molto più stringenti. E quel bond a bilancio avrebbe comportato automaticamente l’esclusione dell’Inter dalla Serie A.
Il rifinanziamento serve a una cosa sola: impedire che l’Inter venga esclusa dal campionato italiano.
COME VERRÀ PAGATO?
La struttura è semplice:
- 300 milioni €: nuovo prestito da fondi privati;
- 100 milioni €: presi direttamente dalle casse dell’Inter.
E Oaktree? Non investe nulla.
Non un euro. Non un dollaro. Zero.
IL PROBLEMA VERO: IL MERCATO
Ecco dove il castello inizia a scricchiolare:
Quei 100 milioni, invece di essere spesi per rinforzare la squadra, sono stati usati per coprire i debiti.
Risultato?
- Mercato bloccato.
- Rosa vecchia, logora, non rafforzata.
Eppure, Oaktree pretende che l’Inter continui a generare introiti straordinari come quest’anno, per tenere a galla il bilancio.
Peccato che senza investimenti sportivi, quei risultati non siano ripetibili.
Come può una squadra invecchiata e senza rinforzi mantenere lo stesso livello competitivo?
Oaktree gioca d’azzardo con il futuro sportivo dell’Inter, scommettendo sul nulla.
LA CONTRADDIZIONE
- Vogliono un’Inter capace di incassare tanto,
- ma non spendono per garantirle competitività.
Una contraddizione finanziaria e sportiva, che porterà solo a un lento impoverimento tecnico e, probabilmente, economico.
DIFFERENZE CON GLI ALTRI CLUB
- Roma (Friedkin): i soci hanno messo soldi propri per salvare il club.
- Juventus (Exor): aumenti di capitale versati con denaro vero.
- Inter (Oaktree): si usa il salvadanaio del club, mentre la proprietà guarda.
LE CONFERME
Anche Reuters conferma: l’obiettivo dell’operazione è rifinanziare il bond 2022 e posticipare il problema al 2031. Ma senza risorse fresche esterne, il problema è solo rinviato.
IL QUADRO FINALE
- Rifinanziamento obbligato per non essere esclusi dalla Serie A;
- Nessun investimento della proprietà;
- Rosa vecchia, mercato compromesso;
- Scommessa disperata di ripetere ricavi straordinari senza rafforzare il progetto sportivo.
Oaktree si comporta da fondo speculativo puro, non da proprietario calcistico.
Chi paga? L’Inter. I tifosi. Il progetto sportivo.
Fonte principale: Tuttosport – 14 giugno 2025
Conferme: Reuters, fonti finanziarie internazionali.