SerieA

Inter e le sponsorizzazioni fantasma: così Suning ha aggirato il Fair Play Finanziario

Negli anni in cui l’Inter sembrava rinascere sotto la guida del colosso cinese Suning, si celava una realtà inquietante: il club nerazzurro avrebbe sistematicamente gonfiato i propri ricavi attraverso sponsorizzazioni fittizie, con l’unico scopo di eludere le norme del Fair Play Finanziario imposte dall’UEFA.

Secondo quanto ricostruito da Affaritaliani.it in un’inchiesta del 2021, tra il 2016 e il 2019 l’Inter ha registrato circa 300 milioni di euro in ricavi da sponsorizzazioni regionali cinesi, pari al 27% dei ricavi totali del club in quel periodo. Di questi, 131,4 milioni provenivano da un contratto infragruppo con Suning, mentre altri 165,6 milioni sarebbero arrivati da presunte “parti terze”, tra cui aziende dai nomi poco noti o addirittura sospetti come FullShare Holding, King Down Investment (nota anche come Donkey Mother) e Beijing iMedia.

Queste società, attive in settori estranei al calcio come il turismo o il marketing, avrebbero stipulato contratti con l’Inter contenenti ingenti anticipi, sollevando dubbi sulla loro effettiva natura commerciale. L’impressione, secondo analisti citati da Affaritaliani.it, è che molte di queste sponsorizzazioni siano state create ad hoc per far sembrare il bilancio dell’Inter più sano di quanto fosse, eludendo così le strette del Fair Play Finanziario UEFA.

Nel febbraio 2025, una nuova luce è stata gettata sulla vicenda grazie a un’inchiesta del programma televisivo Report di Rai3. Secondo le anticipazioni riportate da Tuttosport, un analista finanziario londinese, rimasto anonimo, ha stimato che i ricavi effettivi da sponsorizzazioni cinesi sarebbero stati di circa 200 milioni, contro i 300 dichiarati. Ciò implicherebbe una sovrastima di circa 100 milioni di euro, frutto di accordi con società “vicine a Suning” e potenzialmente fittizie.

Ancora più inquietante è il fatto che, secondo lo stesso analista, FIGC, Covisoc e UEFA sarebbero state a conoscenza della situazione – senza però intervenire in maniera incisiva.

Nel frattempo, per far fronte alle proprie difficoltà finanziarie, l’Inter ha emesso obbligazioni da 400 milioni di euro e ha ottenuto un prestito da 360 milioni dal fondo Oaktree. Ma nel maggio 2024, Suning non è riuscita a estinguere il debito, mettendo seriamente a rischio la continuità gestionale del club.

Aggiornamento: FullShare Holdings coinvolta in un caso di appropriazione indebita da 6,64 miliardi di RMB

A complicare ulteriormente la situazione, nel marzo 2025, Fullshare Holdings Limited è stata citata in giudizio da China High Speed Transmission Equipment Group Co., Ltd. per presunta appropriazione indebita di fondi pari a 6,64 miliardi di RMB(circa 850 milioni di euro). La causa, intentata presso l’Alta Corte di Hong Kong, accusa Fullshare e altri imputati di condotte illecite che hanno portato alla perdita dei fondi da parte delle sussidiarie di China High Speed Transmission. Le indagini preliminari indicano che il personale di Fullshare, sotto la direzione del presidente Ji Changqun, sarebbe stato coinvolto impropriamente nella gestione finanziaria delle sussidiarie, con prove che suggeriscono un controllo significativo da parte di Fullshare sulle operazioni finanziarie delle stesse.

Liu Jun arrestato per corruzione: legami con Suning e l’Inter

Nel 2023, un altro scandalo ha scosso il mondo del calcio cinese: Liu Jun, presidente della Chinese Super League e già presidente del club Jiangsu Suning, è stato arrestato con l’accusa di corruzione. Nel 2016, Liu Jun era stato nominato amministratore delegato ad interim dell’Inter, durante la fase di acquisizione del club da parte di Suning. Secondo quanto riportato da Forbes Italia, l’arresto di Liu Jun si inserisce in una serie di indagini che hanno coinvolto figure di spicco del calcio cinese, tra cui il presidente della Federcalcio cinese, Chen Xuyuan, anch’egli arrestato per violazioni legali.

Questi sviluppi sollevano ulteriori interrogativi sulla trasparenza delle operazioni finanziarie legate all’Inter e sulla natura delle sponsorizzazioni ricevute, soprattutto considerando il coinvolgimento di Fullshare Holdings, una delle aziende sospettate di aver stipulato contratti fittizi con il club nerazzurro.