“Il fatto che io sia stato per cinque anni nel CdA dell’Inter e amico personale di Moratti… non c’entra niente.”
— Guido Rossi, ex commissario straordinario FIGC
Se esistesse una Hall of Fame della faccia tosta, la stagione 2005/2006 dell’Inter ci entrerebbe di diritto. Quell’anno i nerazzurri non vinsero sul campo, ma si videro assegnare a tavolino uno scudetto. Non per meriti sportivi, ma per “meriti morali”. O, più precisamente, per assenza di intercettazioni telefoniche.
Sì, hai letto bene. Assenza. Non innocenza.
🧾 Bilancio taroccato, ammissione garantita
Partiamo da un dato: nel 2005 l’Inter truccò i bilanci per 158 milioni di euro, attraverso una vendita fittizia dei diritti di sfruttamento del marchio.
Con quei numeri, non avrebbe potuto iscriversi al campionato 2005/06.
Risultato?
Grazie alla mano benevola di Guido Rossi (già consigliere Inter per 5 anni), la ricapitalizzazione richiesta fu solo di 40 milioni. Uno sconto del 75%. Altro che legge uguale per tutti.
👔 Chi è Guido Rossi?
Un uomo solo al comando: ex consigliere Inter, poi presidente Consob, poi commissario straordinario FIGC, poi assegnatore ufficiale dello scudetto post-Calciopoli.
Ah, e ovviamente ex dirigente Telecom, come Tronchetti Provera, a sua volta presidente Inter e di Telecom.
Una rete più fitta del fuorigioco di Inzaghi.
🧠 Conflitto d’interessi? Ma dai…
Quando Guido Rossi assegna lo scudetto 2005/06 all’Inter “perché si è sempre comportata correttamente”, il conflitto d’interessi è talmente palese che perfino la senatrice Maria Burani Procaccini presenta un’interrogazione parlamentare.
Aggiungiamo che il vicecommissario FIGC, Paolo Nicoletti, lavora per la famiglia Moratti, e il quadro è completo.
“Moratti da quando ho assunto l’incarico non mi ha più telefonato…”
Già, basta quello per essere imparziale, no?
🧪 Onestà a orologeria
Nel frattempo:
- Recoba e Oriali patteggiano per passaporto falso e ricettazione.
- Kallon è positivo al nandrolone.
- L’Inter è indagata per plusvalenze.
- Eppure lo scudetto va proprio a loro.
Perché? Perché non erano intercettati.
O forse, perché le intercettazioni non furono mai rese pubbliche.