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Quanto Vale Davvero questa Juventus

PREMESSA

Negli ultimi anni, soprattutto a partire dalla stagione 2020/21, assistiamo sempre più spesso a una discussione mai sopita tra i tifosi BiancoNeri sul valore della rosa della Juventus.

Molti tifosi e commentatori sportivi esprimono pareri nettamente negativi sui giocatori della Juve, mentre altri, sulla scorta positiva del tifo, difendono ogni singolo calciatore BiancoNero.

Come nelle migliori “discussioni” è probabile che anche in questo caso la verità stia nel mezzo.

OPERAZIONE TABULA RASA

Al netto delle singole campagne acquisti, sia estive che invernali, è bene segnalare una scelta ben precisa della società che ha portato a un cambio drastico e forse un po’ forzato e cioè lo smantellamento della Juventus vincente.

Impossibile credere che sia stato frutto del caso: nelle ultime 5/6 stagioni sono stati ceduti o non rinnovati tutti i calciatori della Juventus che in passato avevano vinto almeno 1 campionato.

La cessione (in prestito) di Daniele Rugani in data 02/02/2026 ha chiuso il cerchio perché il difensore 31enne era l’unico giocatore Juventino a vantare in bacheca dei titoli vinti con la maglia della Juventus che non fossero una Coppa Italia o una Supercoppa Italiana.

Questa scelta di rinnovamento estremo è stata indubbiamente coraggiosa, ma per il momento non ha pagato.

Certo non è possibile avere una controprova, perché non sapremo mai se con un altro tipo di scelta la Juventus di queste ultime 6 stagioni avrebbe vinto un campionato, oppure no.

SULLA COMPLETEZZA DELLA ROSA

Una cosa che si può tranquillamente affermare senza timore di smentite è che la rosa attuale non è completa.

O meglio, non ha cambi adeguati per tutti i ruoli. Certo per poterlo affermare dovremmo anche decidere con quale modulo dovrebbe giocare la Juventus, ma se per ipotesi dovessimo giocare con la difesa a 4 allora è evidente che manca almeno un giocatore: Kalulu è un solo giocatore e non può giocare contemporaneamente in 2 ruoli.

Abbiamo 7 giocatori per 4 ruoli, quindi o lo consideriamo prima scelta come terzino destro, oppure come uno dei 4 centrali. Poi possiamo discutere sulla qualità degli altri difensori e sulla loro affidabilità fisica, ma il problema della quantità rimane.

Discorso diverso per quanto riguarda il centrocampo. Se la Juventus decide di giocare stabilmente con 3 centrocampisti allora ne possiamo contare esattamente 6: Locatelli, Thuram, McKennie, Koopmeiners, Miretti, Adzic.

Ma qui c’è un problema di ruolo, perché Locatelli che è il regista titolare, non ha un cambio. Nessun centrocampista della rosa ha le caratteristiche del regista oltre a Manuel. Quindi in sua assenza qualche altro giocatore deve adattarsi a giocare in un ruolo non suo.

Come del resto è successo con il Koopmeiners difensore centrale o il McKennie multiruolo pronto a tamponare qualsiasi buco interpretando il ruolo di terzino sia dx che sx, l’esterno di centrocampo/attacco sia dx che sx, la seconda punta e a volte addirittura il centravanti.

Sugli esterni di centrocampo/attacco, salvo infortuni e indisponibilità, si può dire che la rosa è coperta: ci sono Yildiz, Conceicao, Boga, Zhegrova, Kostic.

Il ruolo di centravanti invece è sulla carta il più coperto, ma nella realtà è quello più carente in assoluto. Perché solo Vlahovic e Milik, entrambi lungodegenti, hanno le caratteristiche del ruolo.

David e Openda sia per limiti fisici che tecnici non sono adatti a ricoprire la posizione di prima punta. E questo purtroppo lo abbiamo constatato per l’intera stagione fino a ora disputata.

SÌ, MA QUANTO VALE

Al netto delle considerazioni di cui sopra che sono sovrapponibili a quasi tutte le rose calcistiche anche di alto livello, quanto vale davvero la rosa della Juventus?

Sarebbe facile dire quanto è costata, un po’ più difficile stabilire quanto vale.

Se chiediamo a Transfermarkt, la rosa dei 25 calciatori della Juventus vale 544 ml, che ci colloca al 16° posto in Europa e al 2° posto in Italia dietro all’Inter (636 ml), ma davanti al Milan (483 ml), alla Roma (454 ml) e al Napoli (417 ml).

Le prime posizioni sono lontanissime: Real Madrid (1.340 ml), Manchester City (1.310 ml), Arsenal (1.230 ml), PSG (1.210 ml)…

IL PREZZO È GIUSTO?

Ma sappiamo bene che ai valori dei singoli giocatori attribuiti da Transfermarkt bisogna mettere la tara, perché molto dipende dalle scadenze dei contratti, da stime abbastanza arbitrarie e da altri parametri che non sempre rispecchiano le performance espresse sul campo.

Stabilito che i valori di Transfermarkt attribuiti ai singoli giocatori non sono affidabili al 100%, va anche detto che lo stesso vale per tutte le squadre: le imprecisioni si distribuiscono uniformemente tra le rose, quindi il confronto relativo rimane valido.

Possiamo tentare una cernita di giocatori che conosciamo bene e stabilire che per esempio forse Cambiaso vale meno dei 30 ml attribuitigli, lo stesso vale per i 35 ml di David o i 32 ml di Openda.

Viceversa forse Bremer vale più di 35 ml, Koopmeiners più di 20 ml, Locatelli più di 25 ml, Boga più di 8 ml e così via.

Insomma i singoli valori sono discutibili sia in positivo che in negativo, ma lo stesso vale per tutte le squadre, quindi bisognerebbe accettare il fatto che se paragonata a quelle delle migliori squadre europee, la rosa della Juventus è nettamente inferiore, ma nel campionato italiano è da considerarsi inferiore solo a quella dell’Inter.

VALORE E COMPETITIVITÀ

Il valore di una rosa non si traduce in competitività, o meglio non sempre succede. Questo è un fatto incontrovertibile e non riguarda solo la Juventus.

Il Real Madrid, top 1 per valore, in Liga spagnola si trova 7 punti sotto al Barcellona che per valore è “solamente” top 5 in Europa.

Il Manchester City si trova a 9 punti dall’Arsenal che ha un valore inferiore (non di molto per la verità).

Il Chelsea 6° in classifica ha davanti a sé 3 squadre di valore inferiore.

Il PSG è 1° in campionato con soli 4 punti di vantaggio (ma 1 partita in meno) sul Lens che però vale un sesto della capolista.

Difficilmente la classifica e quindi le reali performance rispecchiano il valore potenziale delle rose.

E la Juventus con il 2° valore, ma 5° in classifica a 15 punti dalla capolista ne è un triste ed ennesimo esempio.

IL CALCIO È ALCHEMICO

Azzardando un’ipotesi a conclusione di questa lunga disamina, viene da pensare che alla base di una squadra vincente ci sono una serie di componenti che se disposti nella giusta sequenza e con il favore degli eventi, moltiplicano il valore trasformandolo in una performance migliore del pronostico.

Viceversa vincerebbe sempre e solo la squadra più “ricca” e sarebbe fin troppo facile raggiungere il bersaglio, specie quando la proprietà è ricca e ben disposta a spendere.

Ma così non è, non è mai stato e probabilmente non lo sarà mai.

Il PSG nelle ultime stagioni aveva progressivamente ceduto Neymar, Messi e Mbappé e tutto lasciava presagire a una debacle; eppure ha vinto la sua prima Champions League rifilando addirittura 5 gol all’altra finalista.

Ma rimanendo in casa Juventus, nella stagione 2011/2012 partivamo da un 7° posto ed è vero che avevamo in rosa alcuni giocatori molto forti e di indiscutibile valore come ad esempio Buffon (33enne), Pirlo (scaricato dal Milan), Del Piero (37enne), Barzagli (ormai fuori dal “giro”), ma il resto della squadra era formato da giocatori che all’epoca sembravano di livello ordinario, se non addirittura inadeguati, oppure da elementi che in seguito alle vittorie conseguite negli anni successivi si sono rivelati fortissimi.

Per esempio Chiellini e Bonucci, Lichtsteiner, Vidal, Marchisio si sono affermati in seguito, ma sui blocchi di partenza non sembravano grandi Campioni.

Il resto della squadra era composto da giocatori con qualità all’apparenza discutibili: Vucinic era incostante, Grosso e Toni erano a fine carriera, Pepe, Borriello, Matri e Quagliarella non sembravano da Juve, Iaquinta, De Ceglie, Giaccherini, Padoin, Sturaro, Motta, Estigarribia, Krasic, Elia non erano certo dei fenomeni.

Insomma al netto del valore soggettivo di un parere, se ripensiamo a quella rosa prima dell’inizio del campionato, chi di noi poteva seriamente sperare nella vittoria dello scudetto?

Eppure vincemmo con 84 punti da imbattuti con 4 punti di vantaggio sul Milan che sembrava meglio attrezzato e 23/26 punti di vantaggio su Napoli e Inter.

L’unica spiegazione plausibile è che la composizione della rosa (compreso l’allenatore) e una serie di circostanze favorevoli, hanno creato la giusta alchimia che ci ha permesso di trionfare.

E naturalmente in seguito a quel campionato vinto il valore complessivo della rosa è aumentato a dismisura.

Perché sul valore dei giocatori influisce soprattutto la performance di squadra. Diventa impossibile scorporare il valore del singolo senza considerare il contesto delle performance di squadra.

E purtroppo non esistono ricette alchemiche, perché l’alchimia non è una scienza esatta: è l’arte di riuscire a trasmutare metalli comuni in oro, attraverso procedimenti intuitivi e difficilmente replicabili.

VINCERE AIUTA A VINCERE

A volte si dice che “sbagliando si impara” e che le sconfitte servono a capire i propri errori.

Ma vale anche il contrario: le vittorie alimentano la speranza e la convinzione di potercela fare.

CONCLUSIONE

La Juventus attuale, privata di tutti quanti i giocatori che avevano vinto almeno 1 campionato con la maglia della Juventus (o comunque un campionato in assoluto tranne qualche rara eccezione tipo Kalulu vincente col Milan), è una tabula rasa su cui bisogna costruire l’attitudine alla vittoria.

A questa rosa serve la convinzione di essere competitivi per il campionato e di avere tutte le carte in regola per potersela giocare alla pari con le rivali, nessuna esclusa.

Se troveranno questa convinzione profonda allora potranno vincere il campionato e performare in linea con il loro valore teorico, se non addirittura meglio.

Naturalmente si tratta di considerazioni soggettive che non incontreranno il favore di tutti, ma che si spera possano generare spunti di riflessione.