Torniamo per un attimo all’anticipo di sabato scorso ed al discusso rigore assegnato e poi revocato contro la Fiorentina, per un fallo di Pablo Mari su Vlahovic. Qualche giorno fa è intervenuto il designatore arbitrale Rocchi che ai microfoni di OpenVAR (trasmissione di DAZN) ha confermato la correttezza dei comportamento dell’arbitro e la correzione suggerita del VAR.
Peccato che il regolamento ci racconti cose differenti…
Il lavoro del VAR e dei suoi assistenti (AVAR) ha come fine quello di individuare le situazioni in cui l’arbitro in campo abbia compiuto un “chiaro ed evidente errore” oppure un “grave episodio non visto”.
Quindi, se in campo é avvenuto un contatto anche minimo e l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore (il caso di Doveri a Firenze), non si tratta di “chiaro ed evidente errore” perchè legato a una valutazione dell’arbitro in campo, soggettiva, che ha valutato un episodio effettivamente avvenuto, ossia il contatto fra attaccante e difendente.
Discorso diverso qualora il contatto tra i due giocatori non ci sia: in questo caso l’errore del fischietto in campo è “chiaro ed evidente” ed il VAR può intervenire…ma non è questo il caso in oggetto. Pablo Mari trattiene Vlahovic che tenta di divincolarsi e, successivamente, il giocatore bianconero viene anche colpito sulla gamba.
Discorso diverso per il caso che vede coinvolti Pongračić ed Yildiz: la spallata, da regolamento non punibile, viene seguita dall’azione del giocatore viola che mette la gamba davanti al giocatore bianconero. In questo caso nessuna protesta da parte di quest’ultimo.
Concludendo, si sta difendendo l’indifendibile. Purtroppo stiamo parlando del campionato di Serie A italiana e no, non siamo su una trasmissione similare a “Scherzi a parte”.
I giocatori bianconeri, visto quanto accaduto anche nelle precedenti giornate devono scendere in campo con “la bava alla bocca”: perché sì, un regolamento è un assioma, ma se indossi il bianconero diventa un oggetto modellabile.