Inchieste

Saviano, Marotta e il nodo irrisolto del potere nel calcio italiano

Due vicende che oggi si incrociano

Negli ultimi giorni due storie, apparentemente distanti, si sono ritrovate nello stesso punto.

Da una parte Roberto Saviano, che da mesi parla pubblicamente delle infiltrazioni criminali nelle curve milanesi e del ruolo delle società nelle dinamiche emerse dalle inchieste giudiziarie.
Dall’altra Beppe Marotta, che ha dichiarato di “non conoscere” Saviano e ha annunciato l’intenzione di querelarlo dopo un suo post molto critico sul sistema calcio.

Sullo sfondo, una partita — Inter–Juventus — che ha riacceso il dibattito sulla credibilità arbitrale nell’era del VAR.

Per capire perché tutto questo abbia generato un cortocircuito mediatico, serve ricostruire i fatti con ordine.

Chi è Roberto Saviano

Roberto Saviano è uno degli autori italiani più noti a livello internazionale.
Con Gomorra ha raccontato il potere della camorra e i suoi legami con l’economia legale, diventando un riferimento nel giornalismo investigativo. Dal 2006 vive sotto scorta per le sue inchieste.

Negli anni ha collaborato con testate italiane e internazionali, partecipato a programmi di approfondimento e pubblicato libri e reportage su criminalità organizzata, traffici internazionali e sistemi di potere.

Negli ultimi tempi ha esteso il suo lavoro anche al calcio, analizzando — secondo la sua prospettiva — i rapporti tra curve, società e gruppi criminali, soprattutto dopo le operazioni giudiziarie che hanno coinvolto le tifoserie milanesi.

Le dichiarazioni e il contesto mediatico

Quando Saviano parla di calcio, lo fa richiamando inchieste giudiziarie e materiale già emerso a livello pubblico.

Nel podcast Passa dal BSMT ha commentato l’operazione “Doppia Curva”, una delle indagini più rilevanti in Italia sul rapporto tra criminalità organizzata e tifo organizzato.
Secondo quanto riportato nelle sue dichiarazioni, le curve milanesi sarebbero state infiltrate da gruppi criminali di alto livello, con figure che — sempre nella sua ricostruzione — avrebbero avuto rapporti diretti o indiretti con ambienti vicini alle società.

Saviano ha inoltre affermato che, qualora venisse chiamato a difendersi in sede legale, sarebbe pronto a presentare documenti, verbali e testimonianze raccolte nelle inchieste.

Si tratta di dichiarazioni pubbliche rilasciate dall’autore e non di accuse formulate da questo articolo.

Gli episodi arbitrali e il tema della fiducia

Il tema arbitrale si inserisce in questo contesto perché incide direttamente sulla percezione di credibilità del sistema calcio.

Non si parla di complotti o intenzioni, ma di episodi concreti che hanno generato discussione e alimentato un clima di sfiducia.

1) Verona–Juventus: la gomitata di Orban

In quella partita, un contatto di Orban è stato giudicato in modo che molti osservatori hanno ritenuto incoerente rispetto a episodi simili sanzionati in altre gare.
Il punto non è la malafede, ma la coerenza del metro arbitrale.

2) Il rigore annullato a Vlahović e la gestione dei falli su di lui

Il rigore tolto al serbo è stato uno degli episodi più discussi.
A questo si aggiunge una percezione diffusa tra tifosi e commentatori: Vlahović sarebbe spesso oggetto di contatti non sanzionati con la stessa severità applicata in altri contesti.
Anche qui il tema è l’uniformità applicativa del regolamento.

3) Inter–Juventus: gli episodi che hanno acceso il dibattito

La partita ha generato discussioni per tre momenti chiave:

  • le due ammonizioni a Kalulu, con il secondo giallo nato da un contatto che molti analisti hanno giudicato minimo o inesistente;
  • il contatto su McKennie in area, valutato non da rigore;
  • il fallo su Openda nella ripartenza che avrebbe potuto portare al 3–2.

Nell’era del VAR, decisioni di questo tipo incidono non solo sulla singola gara, ma anche sulla percezione generale di affidabilità del sistema.

“Doppia Curva”: cosa emerge dalle ricostruzioni

Quanto segue deriva da ricostruzioni giornalistiche e atti giudiziari emersi nel tempo.
Non si tratta di accuse formulate da questo articolo.

1) Le telefonate su biglietti e rapporti con Ferdico

Nell’inchiesta “Doppia Curva” emergono intercettazioni in cui figure legate alla curva interista parlano di rapporti con membri della società e di richieste di biglietti.
Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno citato conversazioni in cui veniva menzionato anche il nome di Simone Inzaghi.
Si tratta di elementi riportati negli atti e nella stampa.

2) Il caso Stewart e la denuncia ritirata

Alcuni articoli hanno riportato la vicenda di un dipendente aggredito da un ultras, che avrebbe poi ritirato la denuncia dopo un intervento della società.
Anche questo è un fatto di cronaca riferito da testate giornalistiche.

3) La sorella di Ferdico in società

Diverse fonti hanno evidenziato che una parente di una figura centrale della curva ricopriva un ruolo lavorativo all’interno della società.
Un dato riportato a livello mediatico, senza valutazioni aggiuntive.

Questi elementi sono stati citati da Saviano per sostenere la sua tesi sulla permeabilità tra curve e società.

Conclusione: perché tutto questo conta

Il punto non è stabilire chi abbia ragione tra Saviano e Marotta.
Il punto è capire perché questa discussione sia esplosa proprio ora.

Da un lato c’è uno scrittore che da anni denuncia i rapporti tra criminalità e potere, citando inchieste e atti giudiziari.
Dall’altro c’è un dirigente che, di fronte a queste affermazioni, sceglie la linea del “non lo conosco” e della querela.

In mezzo c’è un campionato in cui:

  • gli episodi arbitrali continuano a generare discussioni,
  • la tecnologia non sempre sembra ridurre gli errori,
  • e la fiducia nel sistema resta fragile.

Questo articolo non accusa nessuno.
Si limita a ricostruire fatti pubblici, dichiarazioni verificabili e inchieste note.

Perché la trasparenza, nel calcio come altrove, non è un attacco: è uno strumento per comprendere cosa sta accadendo.