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Tempo scaduto: la Juve non può più rimandare il nodo Giuntoli

Il tempo stringe. Se la Juventus ha davvero intenzione di cambiare Cristiano Giuntoli alla guida dell’area sportiva, deve farlo adesso. Non tra un mese, non dopo il Mondiale per Club, ma subito. Il motivo è semplice e si chiama calendario.

Il 1° giugno si apre ufficialmente il mercato per i club qualificati al Mondiale per Club 2025. Un’opportunità irripetibile per muoversi in anticipo rispetto alla concorrenza, puntare i profili giusti e magari strappare occasioni prima che diventino aste.

La Juventus non può permettersi di arrivare in ritardo. Lo sa bene anche Giuntoli, che ha lavorato tutto l’anno con questo obiettivo in mente. Se davvero la società vuole voltare pagina, il nuovo dirigente dovrà essere già operativo nei prossimi giorni, con le idee chiare, le relazioni pronte e la piena fiducia del club.

Non solo: il 3 giugno la squadra sarà negli Stati Uniti per una tournée fondamentale, sia sul piano sportivo che commerciale. Un appuntamento che richiede visione, presenza e strategia. Non si può pensare di affrontarlo in piena transizione tecnica.

Ma se la Juventus avesse davvero voluto cambiare Giuntoli, forse non lo avrebbe già fatto? E se invece non fosse affatto in discussione, come ci raccontano? Al 19 maggio, la mossa più sensata sembra un’altra: affiancare a Giuntoli dirigenti competenti, capaci di alleggerirlo da compiti che non spettano a un direttore sportivo.

Perché oggi la Juventus è una società con un CDA incompleto, che delegava a Giuntoli anche responsabilità manageriali fuori dalla sua sfera. Questo non è sostenibile. Un club con le ambizioni della Juve non può permettersi vuoti ai piani alti, né pensare che una figura sola possa tenere insieme tutto.

Servono competenze, ruoli chiari e una struttura solida. Se si vuole costruire un ciclo vincente, bisogna cominciare dalla testa. E farlo subito.