{"id":2886,"date":"2025-05-30T20:08:25","date_gmt":"2025-05-30T20:08:25","guid":{"rendered":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/restituire-juventinita-alla-juventus\/"},"modified":"2025-05-30T20:08:25","modified_gmt":"2025-05-30T20:08:25","slug":"restituire-juventinita-alla-juventus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/restituire-juventinita-alla-juventus\/","title":{"rendered":"RESTITUIRE JUVENTINIT\u00c0 ALLA JUVENTUS"},"content":{"rendered":"<p>Secondo molti commentatori, la stagione della Juventus si \u00e8 chiusa col raggiungimento dell\u2019obiettivo minimo: il quarto posto. Un risultato che ha senz\u2019altro dato ossigeno alle casse societarie e respiro a un ambiente in affanno. Ma siamo davvero sicuri che questo debba essere considerato l\u2019obiettivo minimo per la Juventus?<\/p>\n<p><strong>Il nodo: la Juventus senza juventinit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Per tornare ai vertici e onorare la nostra storia, non basta puntare alla qualificazione Champions. Serve molto di pi\u00f9: serve ritrovare la juventinit\u00e0. Quella che in questi ultimi anni \u00e8 andata disperdendosi, colpita da una malattia che ha infettato ogni livello del club, dalla societ\u00e0 fino allo spogliatoio. Non \u00e8 un problema di budget, n\u00e9 di rosa. \u00c8 una questione d\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>La mancanza di juventinit\u00e0 ha portato a prestazioni al di sotto delle aspettative, a un atteggiamento dimesso in campo, a una gestione societaria timorosa fuori dal campo. Un cortocircuito valoriale, prima ancora che tecnico.<\/p>\n<p><strong>La storia insegna<\/strong><\/p>\n<p>I tre allenatori pi\u00f9 vincenti della nostra storia \u2013 Trapattoni, Lippi, Allegri \u2013 non erano juventini alla nascita. Eppure, oggi li consideriamo parte integrante del nostro mondo. Come \u00e8 stato possibile? Perch\u00e9 alle loro spalle c\u2019era una societ\u00e0 forte, presente, credibile. Una societ\u00e0 che dettava la linea, che proteggeva il gruppo squadra, che reagiva ai torti e alle difficolt\u00e0 con dignit\u00e0 e determinazione.<\/p>\n<p>La juventinit\u00e0 non \u00e8 un dato anagrafico, \u00e8 un codice comportamentale. \u00c8 orgoglio, cultura del lavoro, senso di appartenenza, capacit\u00e0 di reagire. \u00c8 quello che ci ha resi diversi, unici.<\/p>\n<p><strong>Il paradosso della propriet\u00e0 silenziosa<\/strong><\/p>\n<p>In questi anni, la propriet\u00e0 ha continuato a garantire sostegno economico. Un impegno concreto, di cui va dato atto. Ma \u00e8 proprio questo a rendere ancora pi\u00f9 inspiegabile l\u2019atteggiamento passivo e il silenzio con cui la Juventus ha incassato colpi durissimi da parte delle istituzioni e dei media. Non una parola, non una reazione, come se tutto fosse dovuto. Come se non ci fosse nulla da difendere.<\/p>\n<p><strong>Frasi come:<\/strong><\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 stato un errore ma nessuno ha sbagliato\u201d<br \/>\u201cDobbiamo salvaguardare il brand\u201d<br \/>\u201cNello sport si pu\u00f2 morire e rinascere\u201d<br \/>\u201cOdio la Juve come PM\u201d<br \/>\u201cTempestivit\u00e0 e non certezza assoluta\u201d<br \/>\u201cPer me \u00e8 brutto ma striscia\u201d<\/p>\n<p>non sono state semplici provocazioni: sono state coltellate, a cui la dirigenza ha risposto con le spallucce. Quel vuoto si \u00e8 trasferito sul campo. Lo abbiamo visto con i nostri occhi.<\/p>\n<p><strong>La squadra riflesso della societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Basti pensare a un episodio emblematico: il fallaccio di Berardi su Bremer, punito solo con un giallo. E cosa fanno i compagni? Nulla. Nessuna reazione. Nessuno che si avvicina, che si impone, che pretenda rispetto. Ognuno torna nella propria posizione come se nulla fosse accaduto. E viene naturale chiedersi: \u201cMa dove scappate? State l\u00ec a farvi sentire!\u201d<\/p>\n<p>La stessa scena si \u00e8 ripetuta troppe volte: Alcaraz a Cagliari, Yildiz a Genova, McKennie a Bergamo\u2026 Episodi che raccontano pi\u00f9 di mille analisi. La Juventus non si difende pi\u00f9. N\u00e9 in campo n\u00e9 fuori.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019effetto della nuvola grigia dell\u2019ignavia che ha avvolto il club. Un peccato grave. Gravissimo, direbbe Dante. L\u2019ignavia \u00e8 il primo cerchio dell\u2019Inferno. Ed \u00e8 quello in cui nessun juventino dovrebbe mai ritrovarsi.<\/p>\n<p><strong>Cambiare rotta: dentro e fuori dal campo<\/strong><\/p>\n<p>Serve una rivoluzione culturale, prima ancora che tecnica. Vogliamo vedere una squadra che si aiuta, che si difende, che ci difende. Che reagisce con rabbia quando subisce un\u2019ingiustizia. Ma per arrivare a questo, serve una societ\u00e0 nuova, nel metodo e nel tono.<\/p>\n<p>Non basta cambiare persone. Serve una nuova linea, una nuova postura. Serve tornare a essere Juventus, nel senso pi\u00f9 profondo del termine. Solo cos\u00ec potremo tornare a guardare gli obiettivi sportivi per quello che sono: tappe naturali di un percorso, non miracoli isolati.<\/p>\n<p><strong>PS: Su Conte<\/strong><\/p>\n<p>Impossibile non toccare il tema del giorno. C\u2019\u00e8 chi si sorprende (ancora!) davanti all\u2019ipotesi di un ritorno di Conte. Chi dimentica la fuga a luglio durante il ritiro, il dito medio ad Agnelli, le frasi sui ristoranti da 10 euro, l\u2019avventura sulla panchina dell\u2019altra squadra di Milano\u2026<\/p>\n<p>Ma cosa altro deve fare per essere considerato inadatto alla Juventus? Essere nati tifosi della Juve non basta per avere juventinit\u00e0.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<p>Ritrovare la juventinit\u00e0 \u00e8 il nostro obiettivo minimo. Tutto il resto verr\u00e0\u00a0di\u00a0conseguenza.<\/p>\n<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo molti commentatori, la stagione della Juventus si \u00e8 chiusa col raggiungimento dell\u2019obiettivo minimo: il quarto posto. Un risultato che ha senz\u2019altro dato ossigeno alle casse societarie e respiro a un ambiente in affanno. Ma siamo davvero sicuri che questo debba essere considerato l\u2019obiettivo minimo per la Juventus? 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