{"id":2982,"date":"2025-07-28T19:44:08","date_gmt":"2025-07-28T19:44:08","guid":{"rendered":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/calciopoli-20-anni-dopo-la-verita-negata\/"},"modified":"2025-07-28T19:44:08","modified_gmt":"2025-07-28T19:44:08","slug":"calciopoli-20-anni-dopo-la-verita-negata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/calciopoli-20-anni-dopo-la-verita-negata\/","title":{"rendered":"Calciopoli, 20 anni dopo: la verit\u00e0 negata."},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cLa Juventus non ha mai avuto un processo. E ora siamo noi tifosi a dover riscrivere la storia.\u201d<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"(INTEGRALE) Incontro della Fondazione Jdentit&Atilde;&nbsp; Bianconera assieme a Luciano Moggi\" width=\"735\" height=\"413\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BqgbvHBTD2c?feature=oembed&amp;enablejsapi=1\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<p>C\u2019era una volta una narrazione. Quella di Calciopoli come \u201cgiustizia sportiva\u201d, di una Juventus colpevole, da punire per ristabilire l\u2019etica del calcio italiano.<br \/>A distanza di quasi vent\u2019anni, <strong>il tempo ha fatto a pezzi quella favoletta<\/strong>, e chi ancora la racconta lo fa per mestiere o per paura.<\/p>\n<p>Ma in una serata intensa, trasmessa da <strong>Radio Bianconera<\/strong> e promossa dalla <strong>Fondazione Identit\u00e0 Bianconera<\/strong>, <strong>Luciano Moggi<\/strong> torna a parlare davanti ai tifosi. E lo fa senza freni, col tono di chi <strong>non ha pi\u00f9 nulla da perdere<\/strong> ma molto da restituire: <strong>verit\u00e0, documenti, nomi, responsabilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cUna giustizia che cambiava con il CAP\u201d: Milano assolve, Napoli condanna<\/h2>\n<p>Una delle denunce pi\u00f9 gravi arriva quando Moggi mette a confronto due sentenze della giustizia ordinaria:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cLa Corte d\u2019Appello di Milano, lette le stesse intercettazioni, assolve. Quella di Napoli invece condanna. Ma di che giustizia parliamo?\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>L\u2019evento insiste su una <strong>verit\u00e0 drammatica<\/strong>: le stesse prove portano a esiti opposti. <strong>A seconda del tribunale, cambia la colpa. Cambia la storia.<\/strong><\/p>\n<p>Ma non solo. L\u2019ex direttore generale entra nel merito delle intercettazioni \u201cselettive\u201d e delle pressioni politiche, citando un passaggio mai raccontato abbastanza:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 un\u2019intercettazione dove Galliani dice a Meani di dire a Paparesta che la sua pratica \u00e8 in mani perfette, quelle di Gianni Letta.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un altro nome, un altro vertice, un altro <strong>cerchio magico<\/strong> attorno al Milan che <strong>non sub\u00ec nulla<\/strong>. E intanto la Juventus\u2026<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u201cA me non interessa riabilitarmi. Mi interessa che la Juve non venga pi\u00f9 calpestata\u201d<\/h3>\n<p>Parole di Luciano Moggi, tra applausi e silenzi consapevoli. Il direttore generale della Juventus dei nove scudetti sul campo ha aperto il dibattito con un punto preciso:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cNon mi interessa riabilitare me stesso, io nella giustizia ordinaria sono gi\u00e0 stato assolto. Mi interessa che la Juventus venga difesa dai suoi stessi dirigenti, cosa che in questi anni non \u00e8 mai accaduta.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Moggi ha ricostruito con freddezza e dovizia i passaggi fondamentali: dalla sentenza 216\/2015 che lo ha <strong>assolto in via definitiva<\/strong> (\u201cnon costitu\u00ec illecito sportivo\u201d), alla <strong>relazione Palazzi<\/strong> del 2011, rimasta chiusa in un cassetto, che riconosceva <strong>l\u2019illecito sportivo dell\u2019Inter<\/strong> e l\u2019inammissibilit\u00e0 della revoca del 2006 per <strong>prescrizione dei termini<\/strong>.<\/p>\n<p>E allora la domanda, posta al pubblico, \u00e8 bruciante:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cChi ha fatto scadere i termini? Chi ha permesso all\u2019Inter di uscire pulita, mentre la Juve veniva esposta alla gogna?\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La menzogna dell\u2019equidistanza: due pesi, due misure<\/h3>\n<p>Un altro punto centrale, condiviso da tutti gli intervenuti: la <strong>doppia velocit\u00e0 della giustizia sportiva<\/strong>.<br \/>Gravina che, nel 2023, giustifica la rapidit\u00e0 della condanna per plusvalenze con \u201cl&#8217;efficienza della FIGC\u201d. Ma, sugli stessi articoli, in casi di Roma, Napoli, Inter, invoca \u201cprudenza\u201d, \u201cattesa della giustizia europea\u201d, \u201ctempi lunghi\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019avvocato della Fondazione lo dice chiaramente:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cNon vogliamo persecuzioni contro le altre squadre. Vogliamo la parit\u00e0 di trattamento. Se la Juve va condannata in 20 giorni, lo stesso valga per tutti.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I documenti che nessuno legge (e che i media non raccontano)<\/h3>\n<p>Durante l\u2019incontro, \u00e8 stato distribuito e letto in parte il testo della <strong>sentenza 216<\/strong>6 del 2018, quella che \u2013 testualmente \u2013 definisce <strong>\u201clegittimo il dialogo con i designatori, se non finalizzato all\u2019alterazione del risultato sportivo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Un passaggio fondamentale, che <em>demolisce<\/em> la narrazione secondo cui parlare con i designatori era illecito di per s\u00e9.<br \/>E qui Moggi ricorda che <strong>Facchetti lo faceva costantemente<\/strong>. E lo faceva in modo tale da essere, nella relazione Palazzi, \u201cil dirigente il cui comportamento pi\u00f9 si avvicina alla violazione dell\u2019articolo 1 e 6 del codice sportivo\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cFacchetti faceva lobbing con gli arbitri. Ma non solo: Galliani chiamava Paparesta dicendogli che \u2018la sua pratica \u00e8 in buone mani, quelle di Gianni Letta\u2019. Eppure&#8230; tutto dimenticato.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il sequestro mai esistito. Ma raccontato 1000 volte.<\/h3>\n<p>Uno dei momenti pi\u00f9 toccanti \u00e8 quello del racconto dell\u2019episodio di Reggio Calabria, usato dalla stampa per creare il mito del \u201csequestro dell\u2019arbitro Paparesta\u201d.<\/p>\n<p>Moggi, con voce ferma:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cLa procura archiv\u00f2 tutto. Scrissero che il fatto non sussiste. Eppure&#8230; in Argentina sono conosciuto come \u2018quello che ha sequestrato un arbitro\u2019. La verit\u00e0 non interessa a nessuno, la favola fa pi\u00f9 comodo.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E a proposito di favole, l&#8217;avvocato della Fondazione arriva al presente:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cOggi si dice che la Juve correggeva le fatture a penna. Ma come fai a correggere a penna una fattura elettronica? \u00c8 la stessa logica: raccontare una cosa mille volte fino a farla diventare verit\u00e0.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I tifosi non sono clienti. Devono tornare ad essere parte viva del club.<\/h3>\n<p>\u00c8 qui che il discorso si fa politico. Non partitico, ma sportivo. I tifosi juventini non possono pi\u00f9 essere <strong>passivi<\/strong>. L\u2019appello della Fondazione \u00e8 chiaro:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cNoi siamo clienti solo per la Juve di oggi. Ma se siamo clienti, allora ci dobbiamo comportare da clienti: pretendere il rispetto del contratto. E il contratto \u00e8: rispetto per la maglia, per la storia, e per la verit\u00e0.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E ancora:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cSiamo una goccia ciascuno, ma un temporale si scatena goccia dopo goccia. Dobbiamo far rifiorire i principi dello sport.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00c8 la parte pi\u00f9 civile, ma anche la pi\u00f9 politica dell\u2019evento. Dove si chiede ai tifosi di <strong>non delegare pi\u00f9<\/strong>. Di <strong>studiare le carte<\/strong> (come fa il Legal Team), di <strong>pretendere parit\u00e0 di trattamento<\/strong>, di <strong>rifiutare la narrazione tossica<\/strong> di chi si \u00e8 arricchito demolendo un club simbolo del calcio italiano.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I mandanti del silenzio: Gran\u202fStevens, Montezemolo\u2026 non Elkann<\/h2>\n<p>Durante il dibattito, uno spettatore prende la parola e fa una domanda che da vent\u2019anni aleggia tra i corridoi dell\u2019informazione bianconera:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cDirettore, ma chi fu il mandante dell\u2019avvocato Zaccone? Chi decise quella linea difensiva suicida che port\u00f2 alla Serie B senza appello?\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La risposta di Luciano Moggi \u00e8 secca, senza esitazioni:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cFu Gran\u202fStevens.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E aggiunge:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cGran Stevens aveva due obiettivi: salvare l\u2019onorabilit\u00e0 della famiglia e contenere i danni per la holding. Non gli interessava la Juventus come squadra, come club, come storia.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un nome e un volto, finalmente. Perch\u00e9 per troppo tempo \u2013 e lo ammettono anche i tifosi della Fondazione Identit\u00e0 Bianconera \u2013 le accuse sono finite su chi stava pi\u00f9 in alto, o su chi rimaneva defilato e non si esponeva pubblicamente.<\/p>\n<p><strong>John Elkann<\/strong>, negli anni, \u00e8 stato bersaglio di accuse pesantissime: di essere stato il regista dell&#8217;autodistruzione, il silenzioso esecutore del piano anti-Juve.<br \/>Ma oggi, grazie a queste parole e a questi eventi pubblici, <strong>inizia a emergere una verit\u00e0 diversa<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo Moggi, fu proprio Montezemolo \u2013 allora uomo forte di Confindustria, Ferrari e figura centrale nella galassia Exor \u2013 a <strong>bloccare ogni possibilit\u00e0 di ricorso al TAR<\/strong>.<br \/>Una scelta determinante, perch\u00e9 avrebbe potuto riaprire i giochi e difendere la Juventus anche sul piano giurisdizionale, ma che invece sanc\u00ec l&#8217;isolamento del club.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cQuando capirono che il processo poteva toccare pi\u00f9 in alto, bisognava spegnerlo. Sacrificare la Juve per salvare le posizioni della propriet\u00e0 nel sistema-Italia.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un\u2019accusa chiara, diretta, che <strong>ribalta la narrazione storica<\/strong> alimentata per anni da silenzi, ambiguit\u00e0 e colpe distribuite a caso.<br \/>Non fu Elkann. Non fu Andrea Agnelli.<br \/><strong>Fu una precisa scelta di palazzo. E oggi, finalmente, conosciamo i nomi.<\/strong><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Verso l\u2019Europa. Una battaglia di diritto e memoria<\/h3>\n<p>Il dibattito si chiude con la speranza concreta: il ricorso di Giraudo e Moggi <strong>alla Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo<\/strong>.<\/p>\n<p>Una nuova speranza, ma anche un monito:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cNon dobbiamo aspettare che l\u2019Europa faccia giustizia. Dobbiamo intanto farla noi, nei tribunali dell\u2019opinione pubblica, con i fatti e con i documenti.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>L\u2019ultima parola all\u2019avvocato Durante:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cOgni tifoso della Fondazione \u00e8 una goccia. Insieme, possiamo diventare un temporale. E far rifiorire la passione pulita per lo sport. Ma serve coraggio. Serve coscienza. E serve che la Juventus, finalmente, torni a farsi sentire.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Juventus non ha mai avuto un processo. E ora siamo noi tifosi a dover riscrivere la storia.\u201d C\u2019era una volta una narrazione. 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