{"id":3318,"date":"2026-03-16T23:38:54","date_gmt":"2026-03-16T23:38:54","guid":{"rendered":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/asimmetria-narrativa-in-serie-a-come-media-e-social-modellano-il-consenso\/"},"modified":"2026-03-16T23:38:54","modified_gmt":"2026-03-16T23:38:54","slug":"asimmetria-narrativa-in-serie-a-come-media-e-social-modellano-il-consenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/asimmetria-narrativa-in-serie-a-come-media-e-social-modellano-il-consenso\/","title":{"rendered":"Asimmetria narrativa in serie A: come media e social modellano il consenso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere come oggi si costruisce la narrazione calcistica della Serie A, Codice Bianconero si \u00e8 affidato alla competenza della dottoressa Barbara Zedda, psicologa e psicoterapeuta, una delle voci pi\u00f9 autorevoli nell\u2019analisi dei processi comunicativi. Le abbiamo chiesto in che modo il racconto mediatico \u2013 soprattutto quello pi\u00f9 vicino all\u2019Inter \u2013 influisce sulla percezione collettiva degli eventi sportivi.<\/p>\n<p><strong>La comunicazione come base della costruzione della realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista psicologico e comunicativo, la questione non riguarda solo il tifo o la presenza di giornalisti vicini a una squadra, ma il <strong>modo in cui la realt\u00e0 viene narrata e quindi percepita<\/strong>.<\/p>\n<p>Ogni processo comunicativo implica almeno tre elementi fondamentali: <strong>emittente, messaggio e ricevente<\/strong>. Nel modello classico della comunicazione (Shannon &amp; Weaver, 1949), l\u2019emittente seleziona e trasmette informazioni sotto forma di messaggio, mentre il ricevente le interpreta attraverso i propri schemi cognitivi, culturali ed emotivi. Questo significa che la comunicazione non \u00e8 mai una semplice trasmissione neutrale di dati: \u00e8 sempre un <strong>processo di costruzione di significato<\/strong>.<\/p>\n<p>Paul Watzlawick e i suoi collaboratori (1967) hanno mostrato come la comunicazione non si limiti a descrivere la realt\u00e0, ma contribuisca attivamente a <strong>costruirla socialmente<\/strong>. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 il significato del messaggio dipende sia dalle scelte dell\u2019emittente (quali informazioni includere, quali omettere, quale tono adottare), sia dai filtri interpretativi del ricevente.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019emittente: selezione e framing delle informazioni<\/strong><\/p>\n<p>Chi produce contenuti \u2013 club, media, opinionisti o piattaforme digitali \u2013 svolge il ruolo di <strong>emittente privilegiato<\/strong>. L\u2019emittente non trasmette semplicemente fatti, ma li organizza secondo una determinata cornice interpretativa, ci\u00f2 che in comunicazione viene definito <strong>framing<\/strong> (Entman, 1993).<\/p>\n<p>Il framing consiste nel selezionare alcuni aspetti della realt\u00e0 e renderli pi\u00f9 salienti rispetto ad altri, orientando cos\u00ec l\u2019interpretazione del pubblico. Non \u00e8 necessario manipolare apertamente i fatti: spesso \u00e8 sufficiente <strong>scegliere quali elementi enfatizzare e quali ridurre o omettere<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel contesto mediatico sportivo questo pu\u00f2 avvenire attraverso micro-scelte quotidiane apparentemente marginali:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>quali episodi vengono discussi pi\u00f9 a lungo;<\/li>\n<li>quali errori vengono giustificati o ridimensionati;<\/li>\n<li>quali narrazioni epiche vengono rafforzate;<\/li>\n<li>quali voci vengono invitate a commentare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste scelte contribuiscono a creare una <strong>cornice narrativa stabile<\/strong>, nella quale alcuni soggetti appaiono pi\u00f9 legittimati, comprensibili o persino \u201cvittime del sistema\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del ricevente: percezione soggettiva e bias cognitivi<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte del processo comunicativo c\u2019\u00e8 il <strong>ricevente<\/strong>, cio\u00e8 il pubblico. Il ricevente non interpreta i messaggi in modo neutrale: li filtra attraverso <strong>schemi cognitivi, aspettative e bias psicologici<\/strong>.<\/p>\n<p>La psicologia cognitiva ha mostrato come gli individui tendano a selezionare e interpretare le informazioni in modo coerente con ci\u00f2 che percepiscono come plausibile o dominante. Tra i meccanismi pi\u00f9 rilevanti troviamo:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Bias di conferma<\/strong>: le persone tendono ad accettare pi\u00f9 facilmente informazioni che confermano ci\u00f2 che percepiscono come gi\u00e0 condiviso o credibile (Nickerson, 1998).<\/li>\n<li><strong>Effetto agenda-setting<\/strong>: i media non dicono alle persone cosa pensare, ma influenzano fortemente <strong>su cosa pensare<\/strong> (McCombs &amp; Shaw, 1972).<\/li>\n<li><strong>Spirale del silenzio<\/strong>: quando una posizione appare dominante nello spazio pubblico, le opinioni divergenti tendono a esprimersi meno (Noelle-Neumann, 1974).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In questo modo, una narrazione ripetuta e amplificata dai media pu\u00f2 trasformarsi gradualmente in <strong>consenso percepito<\/strong>, anche quando i dati di realt\u00e0 sono pi\u00f9 complessi o articolati.<\/p>\n<p><strong>Quando la percezione prevale sui dati<\/strong><\/p>\n<p>Il punto centrale non \u00e8 stabilire se esista o meno una strategia deliberata, ma comprendere un meccanismo pi\u00f9 sottile: <strong>la realt\u00e0 comunicata pu\u00f2 diventare realt\u00e0 percepita<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando l\u2019emittente seleziona alcuni elementi della realt\u00e0 e li inserisce in una narrazione coerente e ripetuta nel tempo, il ricevente tende progressivamente a interiorizzare quella cornice interpretativa. Di conseguenza, episodi identici possono essere percepiti in modo diverso a seconda della squadra o del soggetto coinvolto.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una <strong>asimmetria percettiva<\/strong>:<br \/>gli stessi eventi possono apparire pi\u00f9 gravi, pi\u00f9 giustificabili o pi\u00f9 marginali a seconda del contesto narrativo nel quale vengono inseriti.<\/p>\n<p>In termini psicologici, questo processo dimostra come il potere della comunicazione non risieda soltanto nei contenuti trasmessi, ma soprattutto nella <strong>capacit\u00e0 di definire la cornice attraverso cui il pubblico interpreta i fatti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il tema della neutralit\u00e0: quando il commento sostituisce l\u2019arbitrato informativo<\/strong><\/p>\n<p>In questo quadro emerge anche il tema della <strong>neutralit\u00e0 dei media<\/strong>. Il giornalismo, per sua natura, dovrebbe svolgere una funzione di <strong>mediazione informativa<\/strong>, offrendo al pubblico strumenti per comprendere i fatti senza orientarne eccessivamente l\u2019interpretazione. Tuttavia, quando il racconto mediatico assume toni valutativi o interpretativi costanti, il rischio \u00e8 che il sistema mediatico finisca per comportarsi <strong>come un giudice della narrazione sportiva<\/strong>, pur non essendo realmente <strong>super partes<\/strong>.<\/p>\n<p>In altre parole, i media non si limitano pi\u00f9 a descrivere gli eventi, ma tendono talvolta a <strong>emettere implicitamente \u201csentenze narrative\u201d<\/strong>, stabilendo quali comportamenti siano giustificabili, quali episodi meritino indignazione e quali possano essere ridimensionati. Questo processo non richiede necessariamente un\u2019intenzionalit\u00e0 esplicita: pu\u00f2 emergere anche da dinamiche strutturali del sistema mediatico, dalla composizione degli opinionisti o dalla ripetizione di determinate chiavi interpretative.<\/p>\n<p>Dal punto di vista della psicologia della comunicazione, il rischio \u00e8 che la <strong>linea interpretativa prevalente finisca per sostituirsi alla pluralit\u00e0 delle letture possibili<\/strong>, riducendo lo spazio per un confronto realmente equilibrato. In questo senso il tema centrale non \u00e8 il tifo individuale dei singoli giornalisti, ma il <strong>grado di pluralismo del sistema informativo<\/strong>, condizione fondamentale affinch\u00e9 la narrazione sportiva mantenga credibilit\u00e0 e percezione di equit\u00e0.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Codice Bianconero ringrazia la professionista per la professionalit\u00e0 e disponibilit\u00e0 dimostrata.<\/em><\/p>\n<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Riferimenti teorici essenziali<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Shannon, C. E., &amp; Weaver, W. (1949). <em>The Mathematical Theory of Communication<\/em>. University of Illinois Press.<\/li>\n<li>Watzlawick, P., Beavin, J., &amp; Jackson, D. (1967). <em>Pragmatics of Human Communication<\/em>. Norton.<\/li>\n<li>McCombs, M., &amp; Shaw, D. (1972). The Agenda-Setting Function of Mass Media. <em>Public Opinion Quarterly<\/em>.<\/li>\n<li>Entman, R. (1993). Framing: Toward Clarification of a Fractured Paradigm. <em>Journal of Communication<\/em>.<\/li>\n<li>Noelle-Neumann, E. (1974). The Spiral of Silence. <em>Journal of Communication<\/em>.<\/li>\n<li>Nickerson, R. (1998). Confirmation Bias: A Ubiquitous Phenomenon in Many Guises. <em>Review of General Psychology<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p><!-- MOLONGUI AUTHORSHIP PLUGIN 5.2.9 --><br \/>\n<!-- https:\/\/www.molongui.com\/wordpress-plugin-post-authors --><\/p>\n<div class=\"m-a-box-content-bottom\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa Per comprendere come oggi si costruisce la narrazione calcistica della Serie A, Codice Bianconero si \u00e8 affidato alla competenza della dottoressa Barbara Zedda, psicologa e psicoterapeuta, una delle voci pi\u00f9 autorevoli nell\u2019analisi dei processi comunicativi. 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