{"id":3360,"date":"2026-03-29T10:49:08","date_gmt":"2026-03-29T10:49:08","guid":{"rendered":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/il-codice-smarrito\/"},"modified":"2026-03-29T10:49:08","modified_gmt":"2026-03-29T10:49:08","slug":"il-codice-smarrito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/il-codice-smarrito\/","title":{"rendered":"IL CODICE SMARRITO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Italia, nonostante la vttoria, \u00e8 una sconfitta.<\/strong><\/p>\n<p>La frattura tra i tifosi e la maglia azzurra non nasce dal campo, ma da un modello culturale che ha smarrito rispetto, misura e identit\u00e0.<br \/>La scena di Di Marco ed Esposito che esultano per la qualificazione della Bosnia \u00e8 solo l&#8217;ultimo sintomo di un problema pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p><strong>Un Paese che non tifa pi\u00f9 per la sua Nazionale.<\/strong><\/p>\n<p>La vittoria sull&#8217;Irlanda del Nord avrebbe dovuto restituire un barlume di fiducia ormai tradita.<br \/>L&#8217;Italia, che prova a rialzarsi dopo dodici anni senza un Mondiale, due eliminazioni consecutive, un danno sistemico che ha travolto tutto il movimento.<br \/>E invece no.<br \/>Il campo sentenzia, \u00e8 2-0.<br \/>Ma la realt\u00e0 dice tutt&#8217;altro.<br \/>Una parte enorme del tifo italiano non si riconosce pi\u00f9 nella Nazionale, non la sente sua, non la percepisce come rappresentativa.<br \/>Sono sempre pi\u00f9 numerosi i casi in cui si arriva perfino a sperare che perda.<br \/>Non \u00e8 un tradimento, \u00e8 l&#8217;innamorato storico che si sente tradito.<\/p>\n<p><strong>Da Gigi Riva a Zoff e Scirea, da Maldini a Del Piero: IL CODICE \u00c8 SMARRITO.<\/strong><\/p>\n<p>Per decenni la Nazionale \u00e8 stata un bene comune, un luogo simbolico dove il tifoso metteva da parte la rivalit\u00e0 tra i club e si riconosceva in un codice condiviso: la sobriet\u00e0, il rispetto, la misura e la dignit\u00e0.<br \/><strong>Oggi quel codice non esiste pi\u00f9, \u00e8 smarrito.<\/strong><br \/>Non \u00e8 solo questione di qualit\u00e0 tecnica, quella, semplicemente, non \u00e8 pi\u00f9 quella di un tempo.<br \/><strong>\u00c8 questione di identit\u00e0. Di comportamento. E di rappresentanza.<\/strong>Il &#8220;caso Bastoni&#8221; ha segnato uno spartiacque, per l&#8217;episodio in s\u00e9 e per ci\u00f2 che ha rappresentato sulla percezione del pubblico.<br \/>Da quel momento, per molti tifosi, la Nazionale ha smesso di essere un simbolo e ha iniziato a rappresentare un&#8217;estensione di un sistema che non condividono, che disprezzano, a cui non ambiscono.<\/p>\n<p><strong>Il custode distratto.<\/strong><\/p>\n<p>Quando Gabriele Gravina parla di &#8220;riavvicinamento del tifoso alla Nazionale&#8221;, non descrive la realt\u00e0 ma <strong>esprime il bisogno di difendere il proprio operato.<\/strong><br \/>Il movimento \u00e8 in crisi profonda, e il pubblico lo sa.<br \/>Il presidente, invece, continua a raccontare un&#8217;Italia che non esiste mentre nel frattempo, il calcio italiano<br \/>ha adottato un modello comunicativo e culturale che ha trovato nell&#8217;Inter il suo manifesto.<br \/>I toni aggressivi, smisurati, una narrazione distorta, un&#8217;incapacit\u00e0 di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 e dei protagonisti mediatici di matrice nerazzurra che hanno trasformato il dibattito sportivo in un&#8217;arena permanente.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ennesimo tradimento.<br \/>Di Marco, Esposito e l&#8217;esultanza &#8220;sbagliata&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 la notte di Bergamo, l&#8217;Italia ha appena battuto l&#8217;Irlanda del Nord, neanche in campo il tifoso ha potuto apprezzare il talento che ha sempre contraddistinto la nazionale italiana.<br \/>Si attende la vincente tra Bosnia e Galles.<br \/>La Bosnia vince ai rigori, dopo una partita epica.<br \/>Ed \u00e8 l\u00ec che si consuma l&#8217;ennesimo dispiacere dei tifosi.<br \/>Italiani e Bosniaci.<br \/>Le telecamere della Rai inquadrano Federico Di Marco e Pio Esposito, mentre guardano i rigori.<br \/>Al gol decisivo della Bosnia, i due esultano apertamente.<br \/>Non per sportivit\u00e0.<br \/>Non per rispetto verso un avversario che ha compiuto un&#8217;impresa.<br \/>Esultano perch\u00e9 ritengono la Bosnia pi\u00f9 debole, pi\u00f9 comoda, pi\u00f9 &#8220;affrontabile&#8221;.<br \/>La scena \u00e8 trasmessa in diretta.<br \/>In diretta dal campo ci sono Antinelli e l&#8217;ex allenatore dell&#8217;Inter, Stramaccioni.<br \/>Mentre dallo studio conferiscono Rimedio e Adani, ex calciatore dell&#8217;Inter.<br \/>Si sente chiaramente Rimedio dire: &#8220;Non diciamolo, non diciamolo.&#8221; Adani interviene: &#8220;Ragazzi, avevate detto di non farli vedere\u2026 bisogna esultare marted\u00ec.&#8221;<br \/><strong>Il sottotesto \u00e8 evidente, tutti sanno che quella reazione \u00e8 inopportuna.<\/strong><br \/>In Bosnia, la scena viene percepita come un atto di arroganza, naturalmente offensiva.<br \/>In Italia, come l&#8217;ennesima conferma di un modello culturale che non appartiene alla storia della maglia azzurra.<\/p>\n<p><strong>Gary Neville e la cultura del rispetto.<\/strong><\/p>\n<p>La memoria corre a Gary Neville.<br \/>Stessa situazione ma in presenza del <strong>Codice.<\/strong><br \/>Lo storico difensore del Manchester United attende l&#8217;esito dell&#8217;altra eliminatoria di<br \/>Champions che decreter\u00e0 la sfidante.<br \/>Passa la Juventus.<br \/>Neville non esulta, non sorride, non fa gesti di sollievo.<br \/>Fa una smorfia. Una smorfia che dice: &#8220;Sar\u00e0 durissima.&#8221;<br \/><strong>\u00c8 rispetto. \u00c8 cultura sportiva.<\/strong><br \/>\u00c8 riconoscimento del valore dell&#8217;avversario.<br \/>\u00c8 ci\u00f2 che abbiamo dimenticato.<br \/><strong>\u00c8 il codice.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il tifoso che tifa contro \u00e8 tradito.<\/strong><\/p>\n<p>Chi oggi spera che l&#8217;Italia perda non lo fa per odio verso la propria Nazione, non rinnega le proprie origini.<br \/>Le riconosce, le richiama, le difende.<br \/>Lo fa perch\u00e9 non riconosce pi\u00f9 la Nazionale come qualcosa che lo rappresenta.<br \/><strong>Non tifa contro l&#8217;Italia, tifa contro questo  modello di Italia.<\/strong><br \/>\u00c8 un segnale.<br \/>Un segnale che dice che il Paese calcistico non \u00e8 anestetizzato ma che c&#8217;\u00e8 chi ancora antepone il rispetto al risultato.<br \/>La dignit\u00e0 sopra il calcolo.<br \/>Lo sport sopra la narrazione.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno non \u00e8 l&#8217;Italia.<br \/>N\u00e9 in campo, n\u00e9 fuori.<br \/>La Bosnia sar\u00e0 l&#8217;avversaria.<br \/>Ma il vero avversario dell&#8217;Italia \u00e8 un altro, e rappresenta pi\u00f9 di una Coppa del Mondo.<br \/>L&#8217;avversario \u00e8 perdita della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno non \u00e8 l&#8217;Italia, non lo \u00e8 in campo, dopo dodici anni senza Mondiale, non lo \u00e8<br \/>fuori, dopo aver accettato un modello culturale che nulla ha a che fare con i modelli che hanno rappresentato <strong>IL CODICE SMARRITO.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gigi Riva, Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Dino Zoff, Paolo Maldini, Alessandro Del Piero.<\/strong><\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 semplice, triste, malinconica.<br \/>Abbiamo perso.<br \/>E finch\u00e9 non rimetteremo al centro ci\u00f2 che conta davvero, <strong>IL CODICE SMARRITO<\/strong>, segnare pi\u00f9 goals di un avversario non potr\u00e0 mai essere considerato una vittoria.<\/p>\n<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia, nonostante la vttoria, \u00e8 una sconfitta. 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