{"id":3370,"date":"2026-04-02T10:21:28","date_gmt":"2026-04-02T10:21:28","guid":{"rendered":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/il-modello-milano\/"},"modified":"2026-04-02T10:21:28","modified_gmt":"2026-04-02T10:21:28","slug":"il-modello-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nowh3r3.xyz\/j\/il-modello-milano\/","title":{"rendered":"Il modello Milano."},"content":{"rendered":"<p class=\"has-very-light-gray-to-cyan-bluish-gray-gradient-background has-background\">Una storia di potere, opacit\u00e0 e impunit\u00e0. E di una domanda antica:                                                      &lt;&lt;Volete essere Liberi? Allora siate giusti.>><\/p>\n<p><strong>San Siro, il castello di carte: quando il \u00abmodello Milano\u00bb<br \/>incontra la Guardia di Finanza<\/strong><\/p>\n<p>La mattina del 31 marzo 2026 non \u00e8 una mattina qualunque per il calcio italiano. Perquisizioni in corso e nove indagati per turbativa d&#8217;asta e rivelazione di segreto d&#8217;ufficio: tra i nomi figurano gli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, alcuni consulenti di Inter e Milan all&#8217;epoca dei fatti, e Simona Collarini, ex dirigente del settore Rigenerazione Urbana del Comune e responsabile unico del procedimento di dismissione dello stadio. <\/p>\n<p>Non \u00e8 neppure uno sfondo qualsiasi; \u00e8 il cuore pulsante di quella narrativa che per anni la stampa di sistema, i dirigenti dei club milanesi, i vertici FIGC e alcuni rappresentanti dell&#8217;amministrazione comunale ci hanno rappresentato come un modello virtuoso: il \u00abmodello Milano\u00bb. Ebbene, oggi quel modello ha avuto la visita della Guardia di Finanza.<\/p>\n<p><strong>Il bando costruito su misura?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta sulla vendita di San Siro, coordinata dai PM Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e<br \/>Giovanni Polizzi e affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano, ipotizza la turbativa d&#8217;asta e la rivelazione del segreto di ufficio.<br \/>Tra gli indagati compaiono anche figure di primo piano dei club: Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi \u2014 uno gi\u00e0 manager del club nerazzurro, l&#8217;altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan \u2014 e Alessandro Antonello, ex CEO corporate dell&#8217;Inter.<\/p>\n<p>Ma la notizia pi\u00f9 inquietante non \u00e8 nei nomi. \u00c8 nel metodo. Nel documento di autorizzazione del giudice emerge come gli indagati, attraverso interlocuzioni informali tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto all&#8217;alienazione e valorizzazione dell&#8217;area San Siro \u2014 sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 \u2014 avrebbero alterato il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell&#8217;avviso pubblico. In parole semplici: il bando non era neutro.<\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi al vaglio degli inquirenti \u00e8 che la vendita del Meazza a Inter e Milan, da cui il Comune incasser\u00e0, alle scadenze stabilite, 197 milioni di euro, possa aver favorito gli interessi dei privati a discapito di quello pubblico.<br \/>A denunciarlo, anni prima dell&#8217;avvio dell&#8217;indagine della Procura di Milano, erano stati i cittadini.<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta \u00e8 partita in seguito a una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall&#8217;ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato S\u00ec Meazza. Trotta, in una lettera aperta al sindaco Sala, aveva spiegato che avrebbe voluto partecipare al bando con altri operatori dello spettacolo dal vivo, ma che, dati i tempi<br \/>eccessivamente ristretti, ci\u00f2 si era rivelato impossibile. Un avviso pubblico che, secondo i PM di Milano, era stato nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle societ\u00e0 sportive.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;era per\u00f2 chi aveva visto tutto con largo anticipo.<\/strong><\/p>\n<p>Il 10 settembre 2019, l&#8217;architetto Stefano Boeri scrisse al sindaco Beppe Sala una chat personale, dopo che il suo progetto \u00abstadio-bosco\u00bb era stato scartato. Lo avvertiva \u00abin amicizia\u00bb che sull&#8217;operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: \u00abAttenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull&#8217;interesse collettivo\u00bb. Sala incass\u00f2 quel messaggio e non fece nulla. Oggi quella chat \u00e8 agli atti del Tribunale.<\/p>\n<p><strong>Il \u00abbeneficiario effettivo\u00bb invisibile.<\/strong><\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un altro capitolo che non pu\u00f2 essere ignorato, e che solleva interrogativi ancora pi\u00f9 profondi sulla governance del calcio italiano. Quando, il 5 novembre 2025, \u00e8 stato firmato il rogito che prevedeva la vendita della struttura e delle aree limitrofe da parte del Comune di Milano alle squadre di calcio milanesi, al prezzo di 197 milioni di euro, chi stava comprando davvero?<\/p>\n<p>In un&#8217;operazione condotta quasi sottotraccia, il grande fondo canadese Brookfield Asset<br \/>Management \u2014 che aveva avviato la scalata a Oaktree nel 2019 acquisendone il 62%, e che nel tempo aveva portato la propria quota al 74% \u2014 nell&#8217;ottobre 2025 aveva acquisito il restante 26% per 3 miliardi di dollari, assumendo cos\u00ec il pieno controllo di Oaktree e, indirettamente, del 100% della societ\u00e0 Inter FC. Oaktree non era pi\u00f9 il proprietario n\u00e9 il titolare effettivo dell&#8217;operazione immobiliare.<\/p>\n<p>La catena societaria era ulteriormente cambiata quindi: dal giugno del 2016, cio\u00e8 da quando Zhang aveva rilevato l&#8217;Inter, il controllo del club era in mano a un&#8217;articolata serie di scatole cinesi costituite da aziende e fondi che avevano sede in paradisi fiscali: composizione societaria rimasta invariata anche dopo l&#8217;ingresso del fondo Oaktree.<\/p>\n<p>Tuttavia, alcune riviste specializzate come Il Sole24Ore avevano evidenziato, il 5 novembre 2025 e cio\u00e8 <strong>dopo la stipula dell&#8217;atto pubblico di vendita<\/strong>, che titolare effettivo dell&#8217;acquisto di una porzione importante del territorio del Comune di Milano era non Oaktree, come si pu\u00f2 leggere nella delibera del consiglio comunale, bens\u00ec il fondo canadese Brookfield che, gi\u00e0 detentore del 74% delle quote, ne aveva poi acquisito il 100%.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 in spregio alla volont\u00e0 del consiglio comunale, che aveva parecchio insistito, durante il dibattito, perch\u00e9 fossero individuati con assoluta certezza i titolari effettivi dell&#8217;operazione. Sulla questione e su altre connesse alla vendita, come il rispetto dei principi di trasparenza e par condicio, \u00e8 pendente davanti al Tar Lombardia un atto d&#8217;intervento proposto dalla Fondazione Jdentit\u00e0 Bianconera, a sostegno delle ragioni del comitato di residenti.<\/p>\n<p>Questo schema ricorda una vicenda gi\u00e0 vissuta: quando l&#8217;Inter si iscrisse al campionato senza poter indicare i reali titolari del fondo proprietario \u2014 per ragioni di privacy, ci dissero \u2014 fu la FIGC a farsi garante. Come allora, anche oggi la federazione sembrerebbe preferire la nebbia alla trasparenza.<br \/>Eppure il ministro Abodi aveva detto chiaramente, in una puntata di Report, che sulla trasparenza delle propriet\u00e0 esiste una norma interna alla Federazione di cui, probabilmente, non c&#8217;era stata un&#8217;applicazione sufficiente.<\/p>\n<p><strong>La &#8216;ndrangheta, la Curva, la societ\u00e0 che \u00abnon sapeva\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Questa storia, inoltre, non si pu\u00f2 raccontare senza tornare all&#8217;inchiesta \u00abDoppia Curva\u00bb e a quello che ha rivelato sul rapporto tra Inter e criminalit\u00e0 organizzata. L&#8217;inchiesta Doppia Curva, tra le pi\u00f9 importanti condotte nel mondo occidentale, mostra come la dirigenza delle curve delle squadre milanesi sia stata infiltrata dalla criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Antonio Bellocco, uno dei vertici della &#8216;ndrangheta calabro-milanese, fu ucciso a coltellate da uno dei capi degli ultras interisti: Andrea Beretta.<\/p>\n<p>Prima di quel 4 settembre 2023, per\u00f2, i vertici della curva nerazzurra avevano costruito un sistema di controllo capillare attorno allo stadio: parcheggi, bagarinaggio, merchandising e biglietti.<\/p>\n<p>Proprio per la gestione degli affari intorno alla gestione dello Stadio Meazza, si scatenarono i<br \/>contrasti che portarono all&#8217;omicidio Bellocco (e prima ancora a quello Boiocchi).<\/p>\n<p>Lo stesso Beretta, agli atti dell&#8217;inchiesta, aveva dichiarato: \u00abIo mi sono portato a casa 150mila euro. Tutta la societ\u00e0 dell&#8217;Inter sapeva che c&#8217;ero io a muovere i fili perch\u00e9 ero il responsabile dichiarato della Curva Nord\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La risposta della societ\u00e0 a tutto ci\u00f2? Si \u00e8 dichiarata parte lesa.<\/strong><\/p>\n<p>Una mossa legalmente corretta, certamente. Ma Roberto Saviano ha detto poi quello che in molti abbiamo pensato: \u00abl&#8217;Inter meriterebbe la retrocessione in B per come ha gestito i rapporti con la &#8216;ndrangheta e i suoi tifosi\u00bb.<br \/>Ancora pi\u00f9 severo il giudizio sull&#8217;operazione giudiziaria: la sentenza si \u00e8 chiusa con una visione assolutamente superficiale, dichiarando le squadre milanesi parte lesa sulla gestione dei parcheggi, delle curve e del merchandising.<\/p>\n<p>Marotta, interpellato su queste dichiarazioni, aveva minacciato querele. E aveva parlato di \u00abgogna mediatica\u00bb. Saviano non si era fermato: \u00abFinch\u00e9 quest&#8217;uomo avr\u00e0 un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati\u00bb. Parole dure, certo. Ma nel contesto di ci\u00f2 che emerge, anche oggi, dai fascicoli della Procura di Milano, difficile dargli torto.<\/p>\n<p><strong>Il fallimento annunciato (ma non detto).<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un elefante nella stanza che la stampa mainstream continua a non voler nominare. L&#8217;Inter \u00e8 tecnicamente e sostanzialmente una societ\u00e0 in crisi strutturale da anni. Nel 2020 aveva 800 milioni di debiti e 370 milioni di ricavi: impossibile risanarla con le sue sole forze. Nel 2024, con 100 milioni di capitale negativo, era una societ\u00e0 che doveva essere liquidata, secondo l&#8217;analisi dell&#8217;esperto Giangaetano Bellavia per Report.<\/p>\n<p>Per anni, infatti, sui bilanci dell&#8217;Inter sono state riportate partite in attivo per centinaia di milioni di euro per sponsorizzazioni, molte delle quali di societ\u00e0 vicine al gruppo Suning.<\/p>\n<p>Secondo la trasmissione Report, un analista finanziario londinese aveva scoperto, gi\u00e0 nel 2020, alcune anomalie: i ricavi dichiarati erano gonfiati di circa 100 milioni grazie a sponsor che erano in realt\u00e0 societ\u00e0 amiche di Suning e che si \u00abprestavano\u00bb a mandare denaro al club. Una pratica definita con una parola sola da Report: ricavi farlocchi.<\/p>\n<p>Suning \u00e8 infine uscito di scena, lasciando un buco: il bond da 400 milioni emesso nel febbraio 2022, a un tasso del 6,75% di interessi con scadenza a febbraio 2027, che gravava per quasi 30 milioni annui sui conti del club.<\/p>\n<p>Un peso insostenibile, che ha portato nel giugno 2025 a un rimborso anticipato, subordinato a una nuova manovra di finanziamento, a tassi pi\u00f9 vantaggiosi. Debito su debito, dunque. Il copione \u00e8 sempre lo stesso.<\/p>\n<p>In questo scenario, la costruzione del nuovo stadio di San Siro \u2014 stimata in 1,2 miliardi di euro e finanziata con nuovi prestiti bancari \u2014 avrebbe dovuto rappresentare la via di uscita. Aumentare il valore del club per renderlo cedibile. Ma se l&#8217;inchiesta per turbativa d&#8217;asta e altro dovesse avanzare e se le perquisizioni del 31 marzo dovessero portare a qualche conseguenza, quel castello di carte potrebbe sgretolarsi prima ancora di essere costruito? Tanto pi\u00f9 che nell&#8217;atto pubblico di vendita \u00e8 riportata una clausola per cui, nel caso del prolungarsi dei procedimenti civili, amministrativi o penali, cosa che al momento appare piuttosto probabile, il c.d. \u00abscudo giudiziario\u00bb consentirebbe alla propriet\u00e0 delle squadre di restituire lo Stadio e di riavere indietro il denaro gi\u00e0 versato.<\/p>\n<p><strong>La seconda carica dello Stato e i bilanci \u00abemotivi\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 lui. Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, seconda carica dello Stato, tifoso nerazzurro. Intervistato da Report, aveva offerto al paese una delle dichiarazioni pi\u00f9 memorabili e inquietanti della storia recente del calcio italiano: \u00abQuesta non \u00e8 una normale societ\u00e0 in cui il dare e l&#8217;avere si devono bilanciare, qui ci sono in ballo le emozioni. E quando ci sono in ballo le emozioni vanno gestite con una attenzione, una sensibilit\u00e0 diversa da qualsiasi altra attivit\u00e0 imprenditoriale\u00bb.<\/p>\n<p>La risposta del commercialista Bellavia, in studio, era arrivata con una risata: \u00abI bilanci non si fanno con le emozioni\u00bb.<\/p>\n<p>Quella risata, in verit\u00e0, \u00e8 piuttosto amara. Perch\u00e9 mentre per l&#8217;Inter i bilanci si misurano con i sentimenti, la Juventus \u00e8 stata privata di quindici punti in campionato, decapitata nella sua dirigenza e trascinata davanti alla procura federale e ordinaria. Per l&#8217;Inter, invece, \u00abci sono in ballo le emozioni\u00bb. Non \u00e8 una questione calcistica. \u00c8 una questione di parit\u00e0 di trattamento di situazioni analoghe. Al contrario, \u00e8 proprio questa la ragione per cui, il 31 marzo, le Fiamme Gialle sono<br \/>entrate a Palazzo Marino e nella sede della M-I Stadio.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>A questo punto viene spontaneo chiedersi: e se tutto ci\u00f2 fosse accaduto alla Juventus \u2014 la<br \/>&#8216;ndrangheta in curva, i bilanci gonfiati da sponsorizzazioni \u00abfantasma\u00bb, i proprietari sconosciuti (all&#8217;epoca) e al riparo in paradisi fiscali, gli assessori comunali indagati per aver costruito un bando asseritamente ad hoc \u2014 quanti titoli avrebbero campeggiato in prima pagina? Quante procure federali sarebbero gi\u00e0 entrate in azione? Quanti punti di penalizzazione sarebbero gi\u00e0 stati inflitti?<\/p>\n<p>La risposta, in realt\u00e0, la conosciamo gi\u00e0. Basta guardare gli ultimi dieci anni di calcio italiano.<\/p>\n<p>Le indagini sono in corso.<\/p>\n<p>Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino alla sentenza definitiva, \u00e8 scritto nella nostra Costituzione ed \u00e8 un principio fermo in un paese democratico.<\/p>\n<p>Nessuno anticipa sentenze, ci mancherebbe altro. Poniamo solo domande su fatti riportati da fonti ANSA, Il Giorno, Sky TG24, Il Fatto Quotidiano e dalla trasmissione Report (Rai Tre).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-pullquote has-background\" style=\"background:linear-gradient(135deg,rgb(238,238,238) 0%,rgb(198,199,201) 100%)\">\n<blockquote>\n<p>\u00abVolete essere liberi? Allora siate giusti\u00bb <\/p>\n<p><cite>V. Hugo<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<\/figure>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia di potere, opacit\u00e0 e impunit\u00e0. E di una domanda antica: &lt;&lt;Volete essere Liberi? 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