Negli ultimi mesi sono circolate molte voci: βla Juventus non puΓ² spendereβ, βla Juve Γ¨ fuori dai parametri UEFAβ, βrischio di sanzioniβ. Γ il momento di guardare i numeri e fare chiarezza.
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Durante la sessione estiva 2025, la Juventus ha speso circa 137,3 milioni di euro per nuovi acquisti a titolo definitivo. Le entrate dalle cessioni ammontano a circa 84,5 milioni. Il saldo netto sui cartellini Γ¨ quindi negativo, pari a -52,8 milioni.
Nonostante questo, lβimpatto complessivo sul bilancio 2025/26 rimane positivo. Questo grazie a:
Risparmi sugli stipendi derivanti da cessioni e scadenze contrattuali;
Plusvalenze da operazioni di mercato precedenti;
Fine degli ammortamenti per giocatori ceduti in prestito con obbligo di riscatto.
Il saldo netto complessivo stimato sul bilancio Γ¨ di circa +35,4 milioni. La gestione resta prudente e sostenibile.
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La dirigenza, guidata da Comolli, ha seguito un principio semplice: non spendere senza copertura. Ogni entrata ha finanziato unβuscita, e ogni acquisto Γ¨ stato compensato da una cessione o da un risparmio strutturale. Non ci sono stati colpi di testa, ma un piano di crescita coerente con i limiti del Fair Play Finanziario.
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Le nuove regole UEFA stabiliscono che i costi di squadra (ingaggi + ammortamenti) non devono superare:
90% dei ricavi nel 2023/24;
80% dei ricavi nel 2024/25;
70% dei ricavi nel 2025/26.
Con questo mercato e i tagli agli stipendi degli ultimi due anni, la Juventus si attesta oggi intorno al 62-63%. La squadra Γ¨ quindi ampiamente sotto la soglia richiesta.
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Lβobiettivo rimane ridurre il debito, aumentare i ricavi da Champions League, sponsor e stadio, e mantenere un bilancio in pareggio.
Oggi i numeri mostrano che la Juventus:
Rispetta pienamente i parametri UEFA;
Ha ridotto drasticamente il monte ingaggi rispetto agli anni precedenti;
Ha messo basi solide per il futuro.
In sintesi, nonostante le voci contrarie e la disinformazione, la Juventus rispetta il Fair Play Finanziario. I conti tornano, anche se il mercato estivo ha chiuso con un saldo negativo sulle compravendite. Adesso, la parola passa al campo.