Inchieste

Calendario a doppia corsia: Inter in discesa, Juve in salita.

C’è chi parla di fortuna e di sfortuna. Ma quando la fortuna e la sfortuna si ripetono con la puntualità di un orologio svizzero, non sono più coincidenze: sono geometrie.

Basta guardare i calendari di Juventus e Inter dal 13 settembre 2025 al 1 febbraio 2026. Stesso campionato, stesse date UEFA, destini opposti.

Juventus: la fatica programmata

Ogni settimana europea diventa per la Juve un pendio in salita.

Le date ufficiali confermano il sospetto: otto rientri di Champions League, cinque big match consecutivi

  • 13 Settembre – Juventus –Inter (prima di Borussia Dortmund)
  • 20 settembre – Verona–Juventus (dopo Borussia Dortmund)
  • 5 ottobre – Juventus–Milan (dopo Villarreal)
  • 26 ottobre – Lazio–Juventus (dopo Real Madrid)
  • 8 novembre – Juventus–Torino (dopo Sporting CP)
  • 30 novembre – Juventus–Cagliari (dopo Bodø/Glimt)
  • 14 dicembre – Bologna–Juventus (dopo Pafos FC)
  • 25 gennaio – Juventus–Napoli (dopo Benfica)
  • 1 febbraio – Parma–Juventus (dopo Monaco)

Cinque partite su otto contro club d’alta classifica o rivali diretti.

Nessun turno “ammortizzato”, nessuna pausa.

Ogni volta che la Juve rientra dall’Europa, trova un ostacolo: non un avversario, ma un esame di maturità.

Inter: il materasso ortopedico

Stesso periodo, altro film.

L’Inter rientra dalle notti europee e atterra quasi sempre su un cuscino morbido.

Anche qui, i dati ufficiali parlano da soli:

  • 13 Settembre – Juventus –Inter (prima di Ajax)
  • 21 settembre – Inter–Sassuolo (dopo Ajax)
  • 5 ottobre – Inter–Cremonese (dopo Slavia Praga)
  • 25 ottobre – Napoli–Inter (dopo Union SG)
  • 9 novembre – Inter–Lazio (dopo Kairat)
  • 30 novembre – Pisa–Inter (dopo Atlético Madrid)
  • 14 dicembre – Genoa–Inter (dopo Liverpool)
  • 25 gennaio – Inter–Pisa (dopo Arsenal)
  • 1 febbraio – Cremonese–Inter (dopo Dortmund)

Cinque avversarie piccole o neopromosse.

E quando arrivano i big match, come Napoli e Lazio, gli avversari sono a loro volta reduci da impegni europei.

Il calendario, più che un cammino, diventa un tappeto rosso. 

Coincidenze o geometrie

Certo, i calendari non si scrivono a mano libera.

Ci sono vincoli televisivi, di ordine pubblico, alternanze casa-trasferta, persino algoritmi che bilanciano i derby.

Ma quando i numeri disegnano schemi ripetitivi, il caso smette di essere casuale e comincia a somigliare a un pattern.

La Juventus rientra dall’Europa e trova una montagna.

L’Inter rientra dall’Europa e trova una collina.

È difficile chiamarla “sfortuna”: sembra progettazione competitiva.

La morale: il potere invisibile del calendario

In Italia si discute di arbitri, di VAR, di rigori.

Ma il vero VAR del campionato non è in campo: è in ufficio, il giorno in cui esce il calendario.

Lì si decidono le pendenze del torneo: chi scende in discesa, chi sale in salita.

La differenza tra Juve e Inter, oggi, non è solo nei piedi o nelle idee.

È nella sequenza delle date.

Una corsia preferenziale per i nerazzurri, una mulattiera per i bianconeri.

E allora la domanda non è più “perché la Juve fatica?”.

La domanda è: chi scrive i calendari, e con quale penna?