Minuto 31 di Juventus-Cagliari, partita ribaltata grazie ad Yildiz ma sul 2-1, un tiro non calibrato (come spiegherà Spalletti nel post gara, la gamba sinistra ha caricato ma lui ha trovato la palla solo con la parte posteriore del piede) e l’Allianz si gela quando Dusan Vlahovic chiede il cambio immediato.
Mano sull’adduttore sinistro, maglia a nascondere la faccia e lacrime in uscita dal campo.
Il parere degli esperti
Ancora una volta ci siamo rivolti ad una massofisioterapista che collabora con il nostro sito, ma che preferisce mantenere l’anonimato per non speculare sugli infortuni dei giocatori. Le prime notizie parlano di uno stiramento con bassa lesione al muscolo adduttore sinistro, da confermare con esami più specifici nei prossimi giorni. Vediamo le prospettive.
Gentilissima, grazie per la Sua disponibilità e per la Sua cortesia. Sappiamo che certamente ha visto l’intortunio del giocatore sabato sera: cosa ne pensa?
Certamente la dinamica dell’infortunio è molto chiara, come anche affermato correttamente dall’allenatore Spalletti.
Quali prospettive ci sono per il rientro del giocatore?
Beh, partendo dal fatto che ogni fisico è unico, possiamo provare a generalizzare su 3 categorie di lesione.
Lesione di I grado
Innanzitutto in prima analisi, sono utili ghiaccio (soprattutto) e farmaci per circoscrivere la zona interessata. In secondo luogo, nel caso di lesione di I grado, é necessario il riposo dell’atleta seguito da un graduale reinserimento all’attività fisica senza, inizialmente, sollecitare il muscolo adduttore. In 1/2 settimane si può ritornare, sempre gradualmente, all’attività agonistica.
Lesione di II grado
In questo caso possiamo parlare di un’attesa fra le 3 e, massimo, le 6 settimane. É importante che l’atleta venga inquadrato in un percorso specifico, preceduto da riposo ed, ovviamente, i primi allenamenti in palestra devono lasciare a riposo il muscolo adduttore.
Lesione di III grado
Beh in questo caso il quadro si complica: si può eventualmente, a seconda della gravità della lesione, valutare anche l’intervento chirurgico. I tempo per il ritorno in campo si possono allungare anche fino ad 8/10 settimane. Ribadisco: importante è il riposo del muscolo nella fase iniziale, può essere utile della tecarterapia e comunque la ripresa degli allenamenti deve essere molto graduale e sotto strettissimo controllo dí ortopedico e fisioterapista, con un monitoraggio giornaliero.
La ringraziamo come sempre per le Sue preziose valutazioni.
Figuratevi, piacere mio. Ci tengo a dire una cosa: i colleghi del JMedical a mio avviso si stanno comportando in maniera eccellente perché, per il recupero di un atleta ci vuole tutto, fuorché la fretta.