Calciopoli

Galileo, la Caduta dei Gravi e la Giustizia Sportiva

Quando la fisica incontra il calcio italiano

Nel 1971 gli astronauti della missione Apollo 15 confermarono con un esperimento la correttezza della legge dei gravi formulata da Galileo Galilei più di 400 anni prima. Lasciarono cadere sul suolo lunare un martello e una piuma e, in assenza quasi totale di atmosfera, i due oggetti toccarono il suolo simultaneamente.

Ciò perché nel vuoto la velocità di un oggetto non dipende dalla massa: due oggetti diversi viaggiano alla stessa velocità.

Sulla Terra è diverso. Soprattutto nella giustizia sportiva

Sulla terra, invece, le velocità sono diverse. Infatti, i fascicoli sulla Juventus viaggiano nella giustizia sportiva a velocità doppia o tripla rispetto ai fascicoli riguardanti altre squadre.

Il fenomeno, che per comodità chiameremo giustizia sportiva a doppia velocità, è noto dal 2006, anno in cui si è svolta la vicenda Calciopoli, il più grande scandalo che abbia riguardato il calcio italiano, con gravissime conseguenze per i club (il più colpito, manco a farlo apposta, la Juventus), per i tesserati nonché per gli arbitri coinvolti.

Le carte, Palazzi e l’Inter

Che ci fosse qualcosa che non andava si era capito già da quando il Procuratore Federale Palazzi, studiando le carte arrivate dal processo di Napoli, aveva evidenziato in una relazione che anche l’Inter aveva compiuto illecito sportivo e doveva essere sottoposta a processo.

Anche la Corte d’Appello di Milano, con la sentenza n. 2166/2018, nel processare Luciano Moggi per alcune dichiarazioni ritenute dal denunciante Gianfelice Facchetti diffamatorie nei confronti del padre Giacinto, aveva appurato – con sentenza definitiva – che c’era, all’epoca di Calciopoli, un sistema di corruttela diffusa e che la condotta di Facchetti padre integrava certamente la violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza.

La prescrizione dell’illecito sportivo non ha tuttavia consentito all’Inter di allora di essere processata, mentre, com’è noto, le è stato assegnato lo scudetto revocato alla Juventus, relativo al campionato 2005/2006.

Il titolo del campionato 2004/2005 pure è stato revocato alla Juventus e non assegnato: eppure è noto che la recente Ordinanza della Cassazione n. 6115/2025 ha statuito che non vi è stato alcun significativo mutamento della classifica finale di quel campionato.

Una giustizia rapida, ma solo con alcuni

La celerità della giustizia sportiva quando si tratta della Juventus ha consentito, quindi, di assegnare uno scudetto alla squadra terza classificata, nonostante la stessa squadra avesse compiuto illecito sportivo, e di revocare ben due titoli alla prima classificata, pur in assenza di significativi mutamenti della classifica finale.

La Procura federale, dal canto suo, giustamente si vanta di tale celerità.

Nel 2024, per esempio, per il caso plusvalenze Juventus, il procuratore federale ha affermato in un’intervista, a margine di un intervento in Parlamento:

«Che la giustizia (sportiva) abbia avuto un effetto più incisivo di quella ordinaria lo dimostra il fatto che ci sono indagini ancora in via di esplicazione da parte della magistratura ordinaria, mentre la giustizia sportiva ha già esaurito il suo percorso. Noi siamo incisivi, rapidi e ritengo obiettivi nell’applicazione delle nostre regole».

E gli altri casi? La legge dei gravi(na) applicata a intermittenza

Contemporaneamente, però, sono noti almeno altri tre casi in cui la legge dei gravi(na) si è palesata in maniera diversa.


Caso 1 – Victor Osimhen e le plusvalenze SSC Napoli

Il calciatore della SSC Napoli fu acquistato dal Lille nel 2020 per 71 milioni di euro, dei quali 50 milioni in contanti, e 21 milioni tramite il trasferimento di quattro giocatori:

  • Ciro Palmieri – plusvalenza: 7.026.349 euro
  • Orestis Karnezis – plusvalenza: 4.828.205 euro
  • Luigi Liguori – plusvalenza: 4.071.247 euro
  • Claudio Manzi – plusvalenza: 4.021.762 euro

La Procura di Roma ha notificato, nel gennaio 2024, un avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

Secondo notizie di stampa di febbraio 2024, la Procura ha trasmesso gli atti alla Procura Federale, ma ad oggi nulla è successo e anzi si è appreso che la procura federale avrebbe deciso di archiviare il procedimento.


Caso 2 – A.S. Roma e le plusvalenze da 179 milioni

Anche la vecchia dirigenza della Roma è sotto processo per falso in bilancio in relazione a una dozzina di operazioni con plusvalenze per oltre 179 milioni di euro, tra cui quelle riguardanti:

  • Defrel, Marchizza, Frattesi, Zaniolo, Santon, Nainggolan
  • Cristante, Tumminello, Spinazzola, Luca Pellegrini, Manolas, Diawara

A marzo 2025, la Gazzetta dello Sport ha dato notizia che la procura federale avrebbe aperto un fascicolo, sulla base degli atti pervenuti dalla Procura della Repubblica di Roma.

Anche di questo procedimento, però, non si ha più notizia.


Caso 3 – F.C. Internazionale Milano e i bilanci in ombra

Infine, il caso Inter, sollevato dalla Fondazione Jdentità Bianconera il 5 aprile 2024, riguarda presunte criticità nei bilanci, confermate dagli accadimenti successivi.

Il soggetto che avrebbe dovuto garantire la liquidità della società è risultato insolvente, e il Fondo Oaktree ha rilevato le quote con una escussione di pegno.

Inoltre, la quota del 31%, ex Lion Rock (ora detenuta da Oaktree), è confluita in modo non chiaro e con data incerta nel patrimonio di una delle controllanti dell’Inter, per poi essere acquisita dal Fondo Oaktree.


Due velocità, due misure

È inevitabile, quindi, effettuare la comparazione con le tempistiche riservate alla Juventus F.C., sanzionata in poche settimane, ad inchiesta ancora aperta.

I fascicoli che riguardano la Juventus viaggiano in procura federale con moto naturalmente accelerato, mentre quelli degli altri club restano in stato di quiete.


La legge dei gravi(na)

È così dimostrato che, per la legge dei gravi(na), nell’ordinamento sportivo italiano due fascicoli sullo stesso argomento viaggiano a velocità diverse, se uno dei due riguarda la Juventus.