SerieA

Il metodo Marotta: una storia di relazioni personali tra potere e curve

Giuseppe Marotta, manager navigato e tra i dirigenti più vincenti del calcio italiano, è da anni protagonista anche in una dimensione meno nota al grande pubblico: quella del rapporto diretto con gli ambienti ultras. Non parliamo di atti societari o procedure ufficiali, bensì di gesti personali e scelte operate fuori dai canali formali, documentate in processi, interrogatori e persino nelle aule parlamentari.

Ripercorriamo cronologicamente i passaggi chiave di questa storia.


2013 – Juventus, i biglietti al capo ultras

Il primo episodio documentato risale alla stagione 2013, quando Marotta era direttore generale della Juventus. Durante Juventus–Real Madrid di Champions League, l’allora dirigente bianconero consegnò personalmente cinque biglietti a Rocco Dominello, capo ultras della curva Sud e figlio di un esponente della ‘ndrangheta.

L’episodio emerse durante il processo “Alto Piemonte” nel 2014, successivamente raccontato da Report (Rai 3) e ripreso da Il Romanista (fonte).


2013 – Il provino al figlio del boss

Sempre nel 2013, Marotta fece organizzare un provino per Mario Bellocco, figlio di un esponente del clan di Rosarno, legato alla criminalità calabrese. Il provino, senza esito positivo, fu rivelato dall’inchiesta Report e riportato da testate come FCInter1908 (fonte) e AreaNapoli (fonte).

Non ci fu reato, ma il gesto indicava chiaramente una gestione personale dei rapporti con ambienti influenti, al di fuori delle pratiche sportive standard.


2021 – Inter, l’orologio di Lukaku e gli incontri personali

Durante la stagione 2020/2021, l’allora capo ultras dell’Inter, Andrea Beretta (poi pentito), racconta un episodio significativo: Romelu Lukaku fece realizzare orologi celebrativi per la squadra e lo staff, ma uno venne donato personalmente a Beretta. Sul retro, l’incisione:

“Lo scudetto dell’Inter, Lukaku”.

Questo episodio, confermato nei verbali di interrogatorio di Beretta nel 2025, mostra come il rapporto tra calciatori, ultras e dirigenza avesse raggiunto un’intesa informale e personale.

Non solo. Sempre Beretta riferisce ai magistrati che il 7 settembre 2021 aveva appuntamento con Marotta e il capo ultras Matteo “Chuck” Norrito, con la dicitura in agenda:

“Chuck, Marotta, 9.30”.

L’incontro era destinato a trattare biglietti e rapporti diretti con la curva, bypassando i canali ufficiali previsti (il Supporter Liaison Officer, SLO).

(Fonte: atti interrogatori inchiesta Doppia Curva 2024-25).


2024 – Il Daspo e l’intervento di Marotta

Il rapporto diretto tra Marotta e gli ultras interisti si fa ancora più evidente nel 2024. Andrea Beretta racconta di un dialogo avvenuto il 20 dicembre 2024, nel pieno delle proteste ultras contro la società Inter:

“Andrea, mi raccomando, non fate casino…”.

Marotta era a conoscenza che Beretta fosse destinatario di un Daspo (divieto di accesso agli stadi), e il tono del dirigente è quello di chi tratta direttamente con chi guida la contestazione, cercando di moderare il dissenso.

Non finisce qui. Secondo quanto riportato dai verbali, il 27 dicembre 2024 Marotta si sarebbe attivato affinché un’eventuale denuncia contro Beretta fosse formalizzata a titolo personale, non come atto ufficiale dell’Inter.


2025 – Le rivelazioni di Beretta

Il 5 marzo 2025, durante un lungo interrogatorio davanti al pm Paolo Storari, Beretta conferma:

  • il dono personale dell’orologio da parte di Lukaku;
  • il coinvolgimento diretto di Javier Zanetti nel coordinamento delle coreografie, tramite acquisti di materiale sportivo da ridistribuire agli ultras;
  • e ribadisce l’appuntamento “Chuck, Marotta, 9.30” come momento chiave per gestire questioni legate al tifo organizzato.

(Fonte: atti inchiesta “Doppia Curva”, Procura di Milano).


Novembre 2024 – Il Parlamento si muove

Il quadro diventa di interesse nazionale quando, il 29 novembre 2024, la Commissione Parlamentare Antimafia convoca Marotta in audizione. L’argomento è proprio il rapporto tra ultras e dirigenze calcistiche, nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva”.

Il nome di Marotta compare al fianco di quello di Paolo Scaroni (presidente Milan), insieme ai rappresentanti delle leghe e della FIGC.

(Fonte: verbali e resoconti parlamentari, Commissione Parlamentare Antimafia 2024-25).

17 giugno 2025 – Sentenza “Doppia Curva”: 10 anni per i capi ultras

Oggi la GUP Rossana Mongiardo ha condannato i capi ultras:

  • Andrea Beretta (ex Curva Nord Inter) e Luca Lucci (ex Curva Sud Milan) a 10 anni ciascuno, per associazione a delinquere (Beretta anche aggravante mafiosa e omicidio di Antonio Bellocco). facebook.com+10reuters.com+10open.online+10
  • Il processo ha condotto a 16 condanne, con risarcimenti provvisionali da 50.000 € a Inter e Milan e 20.000 € alla Lega Serie A; Beretta dovrà versare 520.000 € alla famiglia Bellocco, Lucci risarcimenti ai parenti di Anghinelli. open.online+5reuters.com+5lavialibera.it+5

Conclusioni: non un reato, ma un metodo

Giuseppe Marotta non risulta indagato né imputato in alcun procedimento penale.
Nessuna accusa formale a suo carico.

Ma dai documenti emerge un metodo preciso, che potremmo definire “gestione personale del potere”:

  • contatti diretti con capi ultras;
  • interventi in situazioni borderline;
  • mediazioni senza passare dai canali ufficiali societari.

Non un dirigente in senso amministrativo, bensì un “mediatore” capace di muoversi tra spogliatoi, vertici aziendali e capi curva, spesso assumendosi in proprio le responsabilità.

Il profilo più chiaro lo restituisce proprio Andrea Beretta nel verbale finale:

“Parlavo con Marotta perché era lui che gestiva tutto”.


📌 Fonti principali:

  • Report, Rai 3 – Inchiesta “Calcio Criminale” (2018)
  • Il Romanista – Articolo del 2018 (link)
  • FCInter1908 – Articolo del 2018 (link)
  • AreaNapoli – Articolo (link)
  • Atti ufficiali inchiesta Doppia Curva (Procura di Milano, 2024-2025)
  • Resoconti Commissione Parlamentare Antimafia, 2024-2025