Inchieste

Il Sistema delle “Porte Girevoli” nel Calcio Italiano

Quando i controllori e i certificatori provengono dallo stesso ambiente professionale, l’indipendenza del controllo diventa una domanda legittima. Un’analisi basata su dati pubblici.
  Nota metodologica Questo articolo si basa esclusivamente su dati di dominio pubblico: registri camerali, bilanci depositati, comunicati ufficiali FIGC, atti giudiziari accessibili e profili professionali verificabili. Non vengono formulate accuse penali né attribuiti comportamenti illeciti a nessuno. Le domande poste sono quelle che qualsiasi cittadino potrebbe formulare leggendo gli stessi documenti. I soggetti citati sono stati contattati per un diritto di replica [inserire esito o “Non hanno risposto entro il termine”].

1. Cosa significa controllare un club di calcio

Nel calcio professionistico italiano, l’iscrizione ai campionati non è automatica. La COVISOC – la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche della FIGC – esamina ogni anno i bilanci e la solidità economica dei club prima di autorizzarli a competere.

Uno degli elementi centrali di questa verifica è la cosiddetta continuità aziendale: la certificazione che il club abbia risorse sufficienti per completare la stagione. A fornire questa certificazione non è la COVISOC stessa, ma una società di revisione esterna – il revisore legale – che firma il bilancio del club.

Perché tutto questo funzioni, è essenziale che tra chi certifica (il revisore) e chi controlla la certificazione (la COVISOC) non esistano sovrapposizioni professionali significative. È un principio basilare di qualsiasi sistema di vigilanza: la terzietà.

  Per capire meglio Il principio ISA 200 – adottato anche in Italia – stabilisce che l’indipendenza del revisore non è solo formale ma sostanziale: non devono esistere relazioni che possano anche solo apparire come pregiudizievoli per l’obiettività del giudizio. Il D.Lgs. 39/2010, art. 10, disciplina specificamente i requisiti di indipendenza nella revisione legale.

2. La struttura di controllo sull’Inter: alcune sovrapposizioni da chiarire

L’Inter è attualmente gestita dal fondo americano Oaktree Capital Management. I suoi bilanci sono certificati da PricewaterhouseCoopers (PwC), una delle quattro principali società di revisione al mondo.

Fin qui, nulla di insolito. Il punto che merita attenzione riguarda la composizione della COVISOC nel periodo in esame.

Secondo informazioni pubblicamente disponibili, Roberto Benedetti – commissario COVISOC – ha avuto in passato una carriera professionale presso PwC Global Management. Valter Cafferata, figura della segreteria FIGC/COVISOC, risulterebbe avere un percorso professionale legato a Deloitte, che era revisore dell’Inter nella precedente gestione Suning. Giuseppe Marini, altro commissario, presiede il Collegio Sindacale di TIM, società storicamente partner commerciale dell’Inter. Questi dati sono verificabili attraverso i profili professionali pubblici degli interessati e i registri ufficiali.

Nessuno di questi elementi costituisce, di per sé, prova di alcunché. Una persona può aver lavorato in una società di revisione e successivamente esercitare in modo del tutto indipendente funzioni di controllo. È però prassi consolidata, in molti sistemi di vigilanza, che tali precedenti vengano dichiarati e che il soggetto valuti autonomamente se astenersi dalle delibere che riguardano il proprio ex datore di lavoro o clienti ad esso connessi.

La domanda che sorge spontanea, e che questa analisi pone senza pretendere di rispondervi definitivamente, è: nei verbali COVISOC relativi alle delibere sull’iscrizione dell’Inter, risultano dichiarazioni di conflitto di interesse o astensioni da parte dei commissari con precedenti professionali nelle società di revisione coinvolte? Questa informazione, se esistente, dovrebbe essere accessibile tramite richiesta formale di accesso agli atti.

3. Il caso Steven Zhang: garanzie personali e insolvenza dichiarata

Un capitolo a parte merita la figura di Steven Zhang, ex presidente dell’Inter fino all’acquisizione da parte di Oaktree nel maggio 2024.

Nel corso degli anni in cui Zhang guidava il club, alcune delle garanzie fornite alla COVISOC per l’iscrizione ai campionati erano costituite da lettere di patronage personali, con cui Zhang si impegnava a sostenere finanziariamente il club in caso di necessità.

Successivamente, un tribunale di Hong Kong ha emesso una sentenza che condanna Zhang alla restituzione di oltre 320 milioni di euro a China Construction Bank (CCB). Tale sentenza risulta essere stata riconosciuta anche in sede italiana nel 2024/2025. Questi sono fatti giudiziari documentati e pubblicamente accessibili.

La domanda che pone questa sequenza cronologica è di natura tecnica, non penale: nel periodo in cui tali garanzie personali venivano accettate come valide ai fini dell’iscrizione, le società di revisione e la COVISOC disponevano di informazioni sufficienti a valutare la solidità patrimoniale del garante? E se sì, con quali esiti?

  Precisazione importante Non è questa sede per stabilire se qualcuno abbia agito in malafede. I procedimenti giudiziari su Zhang riguardano lui personalmente e non implicano automaticamente responsabilità di terzi. Ciò che è legittimo chiedersi – ed è ciò che si chiede – è se i meccanismi di verifica abbiano funzionato come previsto dalle norme, e cosa si possa migliorare per il futuro.

4. Un confronto istruttivo: Juventus e Milan

Per contestualizzare le osservazioni precedenti, è utile confrontare il trattamento riservato ad altri grandi club italiani con revisori diversi.

Club Revisore Esito procedurale
Inter (Oaktree) PricewaterhouseCoopers Iscrizioni regolarmente concesse nel periodo esaminato, nonostante l’entità del debito e le garanzie del proprietario.
Juventus Deloitte Deloitte ha emesso rilievi formali sulle manovre stipendi. La COVISOC ha avviato procedimento disciplinare. Nessun membro COVISOC risulta ex-Deloitte nel periodo rilevante.
Milan Ernst & Young Il Milan ha subito esclusioni UEFA e indagini della Procura Federale (caso RedBird-Elliott). Nessun membro COVISOC risulta ex-EY nel periodo rilevante.

Questo confronto non prova nulla in modo definitivo. Esistono molte variabili che possono spiegare trattamenti diversi: la natura e la gravità delle irregolarità, i tempi, la documentazione prodotta, le normative applicabili in ciascun anno. Tuttavia, la divergenza nei risultati procedurali è sufficientemente marcata da meritare una spiegazione pubblica e trasparente da parte delle istituzioni competenti.

Le differenze negli esiti procedurali riflettono differenze oggettive nelle situazioni dei club, oppure vi sono stati elementi soggettivi – anche inconsci – legati alla composizione delle commissioni? Questa è una domanda che spetta alle istituzioni chiarire, non all’autore di un articolo.

5. Il doppio ruolo: controllore e giudice

Un ulteriore elemento che merita una riflessione pubblica riguarda la figura di Laura Santoro, che risulterebbe ricoprire contemporaneamente il ruolo di commissario COVISOC e di giudice presso il CONI.

Anche in questo caso, non si afferma che ciò abbia prodotto decisioni scorrette. Tuttavia, la separazione tra funzione di controllo (accertare se un club rispetta i requisiti) e funzione giurisdizionale (giudicare i ricorsi contro le decisioni di controllo) è un principio di garanzia fondamentale in qualsiasi sistema. La sua eventuale assenza merita quantomeno una verifica e, se confermata, una valutazione di opportunità.

6. Cosa si chiede, e a chi

Questa analisi non si conclude con un verdetto. Si conclude con alcune domande legittime, che l’autore rivolge alle istituzioni competenti e che chiunque potrebbe rivolgere leggendo gli stessi documenti pubblici.

A chi Domanda
FIGC / COVISOC Nei procedimenti relativi all’iscrizione dell’Inter negli anni in questione, vi sono state dichiarazioni formali di conflitto di interesse da parte di commissari con precedenti professionali nelle società di revisione coinvolte? Se sì, con quali esiti? I verbali sono accessibili?
FIGC / COVISOC Quali erano i criteri con cui venivano valutate le lettere di patronage personali come garanzia di continuità aziendale? Tali criteri prevedevano una verifica della solidità patrimoniale del garante?
CONI Il cumulo del ruolo di commissario COVISOC e giudice sportivo è compatibile con i regolamenti vigenti? Se sì, esistono meccanismi di separazione delle funzioni?
Revisori (PwC, Deloitte precedente) Le lettere di patronage di Zhang sono state certificate come garanzie valide in anni in cui erano già in corso procedimenti giudiziari che ne mettevano in discussione la solidità? Su quale base?

Conclusione: la trasparenza come risposta

Il calcio italiano genera miliardi di euro di giro d’affari e coinvolge milioni di tifosi. Il sistema di controllo sulla solidità finanziaria dei club non è un dettaglio burocratico: è la garanzia che le competizioni si svolgano su basi eque e che i creditori – spesso lavoratori dipendenti – siano tutelati.

Perché quel sistema funzioni, non è sufficiente che i controllori siano tecnicamente preparati. È necessario che siano, e appaiano, indipendenti. Quando emergono sovrapposizioni professionali tra chi certifica i bilanci e chi ne valuta la correttezza, la risposta istituzionale corretta non è il silenzio: è la trasparenza.

Nessuna delle osservazioni contenute in questo articolo implica che qualcuno abbia agito in modo scorretto. Implicano, invece, che alcune domande abbiano diritto a una risposta pubblica. Le istituzioni sportive, nella misura in cui esercitano funzioni di rilevanza pubblica, devono quella risposta ai propri tesserati, ai creditori dei club e ai tifosi.

Responsabilità editoriale

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Nessuno dei soggetti nominati è stato contattato prima della pubblicazione. L’autore rimane disponibile a pubblicare smentite, precisazioni o risposte da parte di chiunque si ritenga inesattamente rappresentato, nella medesima sede e con uguale rilievo.