Negli ultimi 15 anni la Juventus ha vissuto di tutto: trionfi, finali europee, cambi di allenatori e… conti che non tornavano più. Ma se guardiamo solo agli stipendi dei giocatori, la storia è ancora più interessante. E sì, si capisce tanto anche da lì.
2010-2015: si vinceva spendendo poco
Tornando indietro al 2010, la Juve stava per iniziare un ciclo incredibile con Conte. Gli stipendi? Non altissimi. Anzi, nel 2014/15 erano addirittura i più bassi del periodo: 72 milioni di euro lordi. Eppure si andava in finale di Champions! Squadra tosta, fame, grinta: era la Juve che ci faceva impazzire.
2016-2019: si sogna in grande
Poi le cose cambiano. Arrivano Higuain, Pjanic, Dani Alves, e il monte ingaggi sale. Ma il vero botto arriva nel 2018, con l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Un colpo mondiale, ma anche un colpo al bilancio: gli stipendi schizzano a quasi 260 milioni! È il picco massimo della nostra storia. Ci si è provato a vincere tutto, ma la Champions non è arrivata…
2020-2025: pandemia, tagli e ricostruzione
Con il Covid e la mancata crescita sul campo, la Juve ha dovuto cambiare rotta. Via i grandi stipendi, addio CR7, e largo a giocatori giovani e costi più bassi. Nel 2024/25 il monte ingaggi è tornato a 113 milioni, praticamente come dieci anni fa.
Ma ora?
La Juve di oggi è diversa, ma sta cercando di costruire qualcosa. Si spende meno, è vero, ma si sta puntando su una squadra più sostenibile, con fame e identità. Meno nomi da copertina, più voglia di tornare in alto.
Insomma, la Juve ha imparato la lezione: per vincere non basta spendere. Serve un progetto, serve spirito. E noi tifosi saremo sempre lì, a tifare, con la speranza di tornare dove meritiamo.