Inchieste

La dignità vale solo fuori casa

Con il Decreto Dignità l’Italia finge di vietare il betting, ma ad Amsterdam l’Inter scopre cosa succede quando la legge viene applicata davvero.

In Italia abbiamo una legge che si chiama, con eroica fantasia, Decreto Dignità. Doveva essere lo scudo contro la pubblicità del gioco d’azzardo: niente spot, niente sponsor, niente furbate. Vietata ogni promozione, diretta o indiretta, di scommesse e casinò. Tutto molto bello, sulla carta.

Poi però arriva il pallone, e con lui il solito elastico tricolore: la legge c’è, ma la si interpreta. Ed ecco che i club continuano a portare in campo marchi dal sapore inequivocabile di betting, solo travestiti da innocui portali “.sport” o da magazine di infotainment. Così anche l’Inter, fresca di sponsor Betsson.sport, ha potuto esibirlo in Serie A e in Champions.

In Italia nessuno si scandalizza: l’AGCOM fischietta, i tifosi guardano altrove e i conti delle società ringraziano. Ma quando la stessa maglia è arrivata ad Amsterdam, casa Ajax, si è scontrata con una dignità vera: quella olandese. Nei Paesi Bassi dal 1° luglio 2025 è in vigore un divieto totale di sponsorizzazioni sportive legate al gioco online. Niente trucchi, niente scappatoie, niente “sport infotainment”. Risultato: la KSA, l’autorità dei giochi, ha messo l’Inter sotto osservazione e potrebbe imporre multe o obblighi di oscuramento del marchio.

La disparità è lampante. Da noi la dignità è un titolo roboante per un decreto che nessuno applica davvero. Lì invece la dignità si fa rispettare, anche se di mezzo c’è una big europea come l’Inter. E allora da juventino la domanda viene spontanea: se fosse capitato alla Juve, quante paginate di indignazione avremmo letto? Invece a Milano si minimizza, si spiega che Betsson.sport non è scommesse ma solo “contenuti sportivi”. Certo, come il lupo che si presenta vestito da agnello.

La verità è semplice: il calcio italiano campa di ipocrisie. Facciamo i moralisti col Decreto Dignità, ma lasciamo che le stesse sponsorizzazioni vietate invadano i campi. Solo che fuori dai nostri confini, come ha scoperto l’Inter, la dignità non resta scritta sui decreti: si applica davvero.