La Juventus si prepara a voltare pagina. A giugno scadono i mandati di Ferrero e Scanavino, e le voci che arrivano dai piani alti lasciano poco spazio ai dubbi: John Elkann è pronto a rivoluzionare il club. Serve una nuova governance, più forte, più autorevole e più in sintonia con l’identità juventina.
L’indiscrezione che circola con sempre più insistenza è clamorosa: Michel Platini potrebbe tornare a Torino, stavolta da presidente. Un’operazione dal fortissimo impatto simbolico, ma anche strategico: riportare una figura di prestigio internazionale per ridare credibilità e ambizione a un club che negli ultimi anni ha vissuto troppi scossoni, tra giustizia sportiva, cambi dirigenziali e una squadra in cerca d’autore.
Nel frattempo, Cristiano Giuntoli è in bilico. Il suo primo anno non ha convinto: poca incisività sul mercato, scelte discutibili e una gestione complessiva che non ha lasciato il segno. Con la sessione estiva ormai alle porte, è arrivato il momento delle decisioni: o si cambia subito, o lo si conferma ridimensionandone il ruolo, integrandolo in una nuova struttura tecnica.
In questo scenario, l’inserimento di Giorgio Chiellini in qualità di Direttore Generale appare ormai scontato. L’ex capitano è pronto a portare la sua leadership e la sua juventinità in un ruolo chiave per ricostruire un’identità solida. Accanto a lui potrebbe arrivare Giovanni Tognozzi, appena svincolato dal ruolo di direttore sportivo del Granada CF. Uomo di campo, profilo giovane ma competente, andrebbe a completare una nuova triade dirigenziale composta da Chiellini, Giuntoli (o un suo sostituto) e Tognozzi.
E l’allenatore? È il vero rebus. Tudor, se dovesse portare la squadra in Champions, potrebbe guadagnarsi una conferma, ma la sensazione è che la Juventus stia comunque guardando oltre. Il sogno proibito rimane Antonio Conte, ma De Laurentiis difficilmente lo libererà, specie per lasciarlo tornare proprio a Torino.
Sul fronte fantamercato, i nomi di Zidane e Klopp infiammano i cuori bianconeri. Difficili da realizzare, certo, ma rappresentano quel livello a cui la Juventus deve tornare ad ambire. Perché la Juve non può accontentarsi: deve tornare a sognare in grande.
La rivoluzione, se deve esserci, va fatta con lucidità, competenza e coraggio. Basta soluzioni di transizione: il tempo del rinnovamento è adesso. Ed è il momento di tornare ad essere la Juventus.