La Juventus butta via una vittoria fondamentale all’Olimpico. Dopo il gol di Kolo Muani che aveva indirizzato il match, arriva l’espulsione ingenua di Kalulu che complica tutto. Alla fine, la Lazio pareggia al 96′ con Vecino e ci lascia con l’amaro in bocca. Ma oltre agli errori nostri, pesa – eccome – anche la direzione di gara dell’arbitro Davide Massa, scandalosa e a senso unico almeno fino al 60′.
Partita sotto controllo, poi il blackout
Fino al 60′ sembrava tutto perfetto: vantaggio con un bel colpo di testa di Kolo Muani, squadra corta, Lazio imprecisa. Ma Kalulu rovina i piani: entra in ritardo su Castellanos con un fallo evitabile, a metà campo e con difesa schierata. Rosso diretto, sacrosanto. Un’ingenuità da principiante che una squadra come la Juve, in corsa per la Champions, non può permettersi.
L’arbitro protagonista in negativo
Ma non si può tacere sulla gestione arbitrale. Massa ha lasciato correre falli identici da parte dei giocatori della Lazio senza mai estrarre un cartellino nei primi 60 minuti. Due o tre interventi al limite su Chiesa e Cambiaso ignorati, proteste ammonite solo da una parte. E poi, al primo fallo serio nostro, rosso diretto. Non si chiede favoritismi, ma equità. E oggi non c’è stata.
Resistiamo, ma solo fino al 96′
In dieci, ci chiudiamo bene e proviamo a resistere. Di Gregorio tiene a galla la baracca, c’è anche un rigore (per fortuna annullato dal VAR) che ci fa tremare. Ma poi, al sesto minuto di recupero, arriva la beffa: respinta corta di Di Gregorio e Vecino fa 1-1.
Due punti persi
Questo pareggio sa di sconfitta. Eravamo avanti, in controllo, e con i tre punti avremmo dato un colpo importante nella corsa Champions. Invece ora ci troviamo agganciati dalla Lazio, e con la Roma che può pure superarci. Serve di più, soprattutto in termini di maturità: Kalulu deve capirlo in fretta. Ma serve anche che certe partite vengano arbitrate con equilibrio. Perché oggi la differenza tra una vittoria e un pareggio l’ha fatta anche chi aveva il fischietto.