Finisce dopo 90 minuti abbondanti più recupero una partita, come le ultime, da montagne russe. All’inizio novità Koopminers e soprattutto Adzic titolari, con Openda come unica punta. Un primo tempo francamente dominato da una Juventus arrembante (condito da un palo di Kalulu) ma purtroppo inconcludente dal punto di vista del punteggio. Parecchi gli interventi di Carnesecchi (a fine partita premiato come migliore in campo) ma la rete atalantina non si gonfia. Appena iniziato il recupero del primo tempo, invece, é Di Gregorio a raccogliere il pallone in fondo alla rete dopo un’azione arrembante di Sulemana: Adzic perde una palla sanguinosa sulla trequarti bianconera e né gli interventi del difensori, né quello che tenta lo stesso Adzic servono a fermare il tiro dell’atalantino che manda la sua squadra negli spogliatoi in vantaggio. Statisticamente inspiegabile visto il dominio bianconero soprattutto nei primi 20 minuti (4-1 i tiri in porta, 9-3 i calci d’angolo, 4 parate del portiere atalantino, il tutto condito da un possesso palla che dice 65% Juventus ed un ammonito in casa Atalanta, il capitano Marten de Roon).
Inizio secondo tempo senza cambi in maglia bianconera e si riparte, stranamente in maniera molto più fiacca del primo parziale, considerando il gol subito nel recupero: da segnalare un Thuram a corto di fiato, compensato da un Koopmeiners (senza dubbio il migliore dei bianconeri) che combatte, recupera e tenta di costruire, senza però trovare assistenza negli attaccanti. La tattica di Juric “uomo su uomo” sembra funzionare, soprattutto su un Yildiz costantemente raddoppiato e, per una volta, non messo in condizione di puntare la porta avversaria. Un contropiede di Krstovic non vede la porta. Intorno al 60’, Tudor decide di cambiare uomini: dentro McKennie per un Thuram, come detto, affaticato e fuori Adzic per un Dusan Vlahovic accolto dall’applauso dello Stadium. Da parte bergamasca, esce proprio Sulemana per l’ingresso di De Ketelaere. Il tempo passa ed al 65’ Tudor tenta il tutto per tutto per indirizzare la gara: fuori Gatti per Joao Mario ed Openda per Zhegrova.
Da qui in poi monologo bianconero alla ricerca del pari: Carnesecchi impegnato più volte, ma la palla non vuole saperne di entrare.
Suona l’allarme Bremer che chiede il cambio (dopo la partita Tudor rassicura i tifosi dicendo che si è trattato di un piccolo risentimento al ginocchio) ed entra Cabal. Minuto 78: continua l’assedio bianconero e, Kossounou, su un calcio d’angolo di Koopmeiners, svirgola l’intervento spalancando la porta proprio a Juan Cabal, al suo primo gol nel massimo campionato: 1-1!

Pochi minuti dopo altro episodio potenzialmente decisivo: De Roon sbraccia su McKennie e per l’arbitro Sozza è secondo giallo e conseguente espulsione. Siamo al minuto 80 ed, ormai senza schemi, la Juventus spinge per cercare di fare sua la partita: Carnesecchi para tutto il parabile ed al minuto 89 é provvidenziale su una conclusione ravvicinata di McKennie, che trattiene in due tempi. Sono 5 i minuti di recupero: tiro fuori di Koopmeiners, poi Kelly raccoglie un bel cross di Joao Mario ma al 97’ Sozza dice che può bastare così.
Le statistiche ci dicono 14-5 angoli, 9 parate di Carnesecchi ed un possesso palla del 67%: ciononostante i bergamaschi tornano a casa con un risultato insperato e la Juventus si “mangia le mani”…un risultato non negativo contro una diretta concorrente per i primi posti in classifica, ma tanti rimorsi per ciò che si poteva fare in più per portare a casa i 3 punti. Nel dopo partita, Tudor si dichiara soddisfatto soprattutto del primo tempo ma, vista da fuori, la partita contro un’Atalanta rimaneggiata sI poteva e doveva vincere: l’impressione è che per quanto dominante nei numeri, questa Juventus abbia bisogno di più equilibrio, soprattutto in mezzo dove due uomini non bastano a gestire le ripartenze avversarie. La squadra è giovane, in evoluzione…un’evoluzione che non può non passare anche dalle parti della panchina, dove Tudor è chiamato a dare più equilibrio e più personalità agli 11 bianconeri