Nella puntata del 4 settembre di RadioBianconera è intervenuto Simone Brancozzi, esponente di Identità Bianconera e profondo conoscitore dei numeri che gravitano intorno alla Juventus. L’intervista, condotta da Antonio Paolino, ha toccato diversi temi: dalla situazione economico-finanziaria del club, fino agli scenari di mercato e alla costruzione della rosa a disposizione di Igor Tudor.
Bilancio e prospettive economiche
Brancozzi ha sottolineato come la Juventus abbia effettuato un lavoro importante di razionalizzazione dei costi, ottenendo un risparmio stimato in circa 35 milioni di euro. Un dato che, rapportato a ricavi intorno ai 400 milioni, equivale a una riduzione del 10% dell’incidenza del costo della rosa: “Un risultato fondamentale in vista dei parametri del fair play finanziario, che dal 2026-27 imporrà un tetto del 70% tra costi della squadra e ricavi.”
Sul fronte della liquidità, Brancozzi ha spiegato che la società ha chiuso l’ultima sessione di mercato con un saldo negativo di circa 26 milioni di euro, ma con margini gestibili grazie alla solidità del gruppo e al sostegno della proprietà. L’eventuale aumento di capitale, se ci sarà, “non sarà per tamponare, ma per attaccare”, ovvero per rafforzare ulteriormente la rosa.
La rosa di Tudor e il nodo centrocampo
Passando al campo, l’analisi di Brancozzi si concentra sulla completezza dell’organico: “Quest’anno la squadra è costruita con equilibrio: due giocatori per ruolo, giovani di prospettiva e interpreti funzionali.”
L’unico punto interrogativo resta il centrocampo, dove l’ingaggio pesante di Koopmeiners pesa sul bilancio e la resa tecnica è ancora incerta. “Se torna quello visto ai tempi di Gasperini, la Juve ha fatto bingo. Altrimenti servirà un innesto di alto livello, come Tonali o un profilo alla Frattesi, centrocampisti in grado di portare anche gol.”
I gol da distribuire
Un passaggio interessante riguarda proprio il tema delle reti: secondo Brancozzi la Juventus deve ragionare su una quota complessiva di circa 80 gol stagionali, distribuendoli tra reparti e singoli interpreti. Difensori come Bremer e Gatti possono contribuire, mentre a centrocampo il problema rimane evidente: “Locatelli, Miretti e Thuram non hanno il gol nelle corde, l’unico che può incidere è Koopmeiners.”
Differenze con la scorsa stagione
Il confronto con il passato è netto. “L’anno scorso si è voluto tagliare col passato, costruendo una squadra giovane e inesperta, lontana dalla mission della Juventus. Quest’anno invece si è lavorato con logica aziendale ed equilibrio finanziario, riportando identità e solidità.”
Conclusione
In sintesi, per Brancozzi la Juventus 2025-26 parte da basi molto più solide rispetto al recente passato, sia sotto il profilo economico che tecnico. L’eventuale aumento di capitale, se arriverà, servirà non a colmare buchi ma a dare un’ulteriore spinta competitiva.
“Noi giochiamo in Champions a livello di bilanci, gli altri in Italia in prima categoria” ha ribadito con orgoglio Brancozzi, lasciando intendere che il futuro bianconero, almeno fuori dal campo, sembra già scritto con segno positivo.