Finanza

Assemblea degli Azionisti Juventus 2025: governance, tensioni e il bisogno di ritrovare un’identità

Oggi 7 novembre 2025 si è tenuta l’Assemblea degli Azionisti della Juventus.
Un appuntamento che ha messo in luce le contraddizioni, le ambizioni e le fragilità di un club ancora in cerca di una direzione chiara.
Tra interventi accesi, nuovi ingressi nel Consiglio d’Amministrazione e segnali di apertura, è emerso un quadro complesso: la Juventus è nel pieno di una trasformazione e deve decidere che cosa vuole diventare.


Exor resta, ma apre: Elkann non vende

Il primo segnale arriva da John Elkann:

🗣️ «Non stiamo vendendo azioni della Juventus. Siamo pienamente impegnati nel progetto.»

Una frase semplice, ma densa di significato.
Elkann non arretra, ma allo stesso tempo apre: la Juventus non è più un progetto chiuso, autoreferenziale.
L’apertura a collaborazioni esterne rappresenta una svolta culturale: il club riconosce di aver bisogno di nuove energie. L’importante sarà non snaturarsi nel processo.


Tether entra, ma non comanda

Il nuovo partner Tether ottiene un posto nel CdA con Francesco Garino, ma la proposta di modificare la governance subordinando le nomine del Consiglio alle decisioni dell’assemblea straordinaria è stata respinta con il 92% dei voti contrari.

Un messaggio chiarissimo: Exor mantiene il controllo strategico.

Il CEO Paolo Ardoino esulta su X:

🗣️ «Francesco Garino confermato! Primo passo verso MJGA!»

Collaborare è legittimo. Ma la Juventus non è un laboratorio di sperimentazione.
Tether dovrà dimostrare di saper comprendere la cultura del club, non solo di saper innovare.


Il nuovo CdA: competenze sì, ma poca “Juventinità”

Approvato il nuovo Consiglio d’Amministrazione per i prossimi tre esercizi. Ecco i nomi:

  • Gianluca Ferrero
  • Damien Comolli
  • Francesco Garino
  • Antonio Belloni
  • Guido de Boer
  • Laura Cappiello
  • Fioranna Vittoria Negri
  • Kerstin Andrea Lutz
  • Diva Moriani

Un CdA tecnico, internazionale, con profili di altissimo livello.
Ma resta una mancanza evidente: poche figure che incarnino l’identità juventina.

La competenza è essenziale, ma senza radici non c’è direzione. La Juventus non può ridursi a un esercizio di governance: serve un’anima, oltre ai numeri.


Il caso Garino: tra pregiudizio e opportunità

Sui social si è parlato con toni ironici:

“Un ortodontista nel CdA della Juve?”
“Segnali poco incoraggianti da Tether…”

Ridurre Francesco Garino a “un esperto di ortodonzia” è un errore grossolano.
Garino è un professionista internazionale, con un profilo accademico e manageriale di primo piano:

  • Membro della Angle Society North Atlantic
  • Docente e relatore in congressi globali
  • Certificato a livello europeo
  • Abituato a contesti multilaterali e di alta complessità

Tether ha scelto una figura di fiducia, capace di rappresentare una visione trasversale.
Il CdA non è il campo da gioco: è il luogo in cui si decide il futuro del club.

Se Garino saprà rispettare la storia della Juventus e portare competenza e equilibrio, sarà un valore aggiunto.
Se no, sarà giusto valutarlo con severità. Ma partire dai pregiudizi è un errore da cui il club dovrebbe imparare a prendere le distanze.


Comolli nuovo AD: equilibrio tra campo e bilancio

La nomina di Damien Comolli, ex Liverpool e Tottenham, a nuovo Amministratore Delegato segna un passaggio chiave.

🗣️ «La Juventus deve tornare a essere un riferimento europeo.»

Comolli porta con sé esperienza e una visione moderna del calcio come sistema integrato.
La sfida sarà tradurre la sua competenza in risultati tangibili, coniugando sostenibilità economica e competitività sportiva.
Perché, alla fine, senza vittorie il miglior piano industriale perde credibilità.


Bilancio e debito: sostenibilità sotto condizione

Il CFO Stefano Cerrato rassicura:

🗣️ «Abbiamo siglato un bond garantito da sede, training center e stadio. Il piano è ridurre il debito dal 2026–27.»

L’aumento di capitale è stato approvato con il 95,4% dei voti favorevoli.
Le risorse ci sono. Ma la sostenibilità, oggi, dipende più che mai dai risultati sportivi.

Il debito è sotto controllo, ma resta una spada di Damocle: se la squadra gira, tutto funziona; se non gira, anche il miglior piano economico si sgretola.


Identità e figure sportive: una presenza ancora invisibile

Ferrero ha risposto così alle critiche sull’assenza di figure “di campo” nel CdA:

🗣️ «Meglio un Chiellini manager che un consigliere tecnico.»

Ha poi citato la collaborazione con Del Piero, Pessotto, Trezeguet, Tacchinardi, Torricelli, Brio e Giaccherini: le Legends ci sono, ma restano dietro le quinte.

Collaborare non basta.
Serve includere queste figure nei processi decisionali, dare loro ruoli veri e visibilità.
La Juventus non può permettersi che la propria storia diventi solo un reparto marketing.


Le voci dalla sala: la Juventus che non si riconosce più

Durante l’assemblea non sono mancate le tensioni:

  • Dragoni chiede i danni ad Andrea Agnelli
  • Gambarotti sbotta: «Qui servono i co***ni. Non so più chi siamo.»
  • Cozzolino contesta: «Mi sembra di venire da Marte.»

Ferrero replica con realismo:

🗣️ «Se la squadra va bene, ci sono risultati economici. Altrimenti salta il piano di incentivazione per tutti.»

Un confronto crudo, ma necessario.
Dietro le parole si nasconde un dato profondo: la Juventus ha perso riconoscibilità.
Non solo in campo, ma come idea di sé.
E quando manca l’identità, anche i bilanci smettono di avere senso.


Conclusione: la Juve a un bivio

L’Assemblea 2025 ha mostrato una Juventus che vuole cambiare, ma non può dimenticare chi è.
Exor resta solida, Tether entra con entusiasmo, Comolli porta visione.
Ma il vero giudice, come sempre, sarà il campo.

Chi ama questa maglia continuerà a osservare, sostenere, pretendere.
Perché la Juventus non si discute: si costruisce. E si difende. Sempre.

Codice Bianconero continuerà a raccontarla, con spirito critico e passione.
Perché la Juventus non è solo una squadra: è un codice.
E quel codice, finché esisterà, parlerà di noi.