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DA GIOACCHINO ROSSINI A NICOLUSSI CAVIGLIA: LA CALUNNIA AI TEMPI DI ZAZZARONI

Il 25 maggio si è chiusa la stagione calcistica 2024/25 per la serie A. Per i tifosi della Juventus il fischio finale ha significato la fine di un incubo, una maratona vissuta al cardiopalma per buona parte del girone di ritorno. Il percepito della tifoseria è andato ben oltre le statistiche, ben oltre il quarto posto e il raggiungimento dell’obiettivo minimo stagionale.

La Juventus ha vinto 3 a 2 a casa del Venezia, ma, tuttavia, ciò che rimarrà dell’ultima partita stagionale, fondamentale perché ha stabilito la griglia delle squadre in Europa e quella delle squadre che giocheranno l’anno prossimo in una serie cadetta che si preannuncia già affollatissima, per vicende extracampo, è l’eco di un’aria di Rossini, tratta dal “Barbiere di Siviglia”.

‘La calunnia è un venticello che cresce sempre più…’ La metafora rossiniana evidenzia quanto rapidamente e senza pietà si sia diffusa la calunnia contro Hans Nicolussi Caviglia, fino a ieri ritenuto dai più il miglior giocatore del Venezia, per tutta la durata del campionato: un’accusa partita in sordina, come il venticello rossiniano, quasi come un sussurro tra i commentatori e sui social, ma che in breve si è trasformata in un’ondata travolgente di sospetti e insinuazioni. Il punto più alto è stato raggiunto dal direttore di un quotidiano sportivo, Ivan Zazzaroni, che, dai microfoni di Pressing, anziché commentare un intervento di gioco, forse pure ingenuo, ma certamente non doloso, lo ha dipinto come un ‘regalo’ alla Juventus, ignorando i fatti e alimentando un clima tossico di sfiducia e malafede.

Sulla validità tecnica del rigore non c’è stato nulla da dire: fallo netto e penalty corretto. Ma, come spesso accade con la Juventus, si decide, deliberatamente, di andare oltre, di screditare, di guardare aldilà della partita di calcio che si è appena giocata. Questa volta è capitato ad uno sportivo corretto ed esemplare, in rampa di lancio per palcoscenici importanti (rumors parlano di interesse da parte delle due squadre milanesi), forse uno dei rimpianti della Juve, specialmente per le risibili condizioni di vendita. La sua colpa? Essere un ex giocatore della Juve. Non importa che sia stato uno dei migliori del Venezia, fino a colpire un palo velenosissimo nel primo tempo. Non importa nemmeno che non sia più un tesserato bianconero. Immediatamente si è diffusa la notizia del fatto che era “solo “un calciatore in prestito e che, di fatto, abbia voluto aiutare la sua squadra. Ovviamente si tratta di una fake news. Intollerabile, anche da parte dei tifosi delle squadre avversarie. Inaccettabile da parte di un giornalista, che ha rivendicato la sua esperienza per poter dichiarare quanto generoso sia stato Hans Nicolussi Caviglia, oltre ogni ragionevole evidenza.

E a nulla valgono le quasi scuse pubblicate di “un bolognese che si scalda in fretta”, come si è definito, sui social, in cui ribadisce comunque il concetto di “regalo”, anche se, sottolinea, non fatto apposta, e che diventa “episodio cibo per i maliziosi”. Magari un intervento legale da parte del giocatore, di cui si è discussa l’onorabilità e la correttezza, e delle due squadre, potrebbe costituire un correttivo dei venticelli che di sovente soffiano sempre verso le stesse direzioni.