SerieA

DAZN sotto indagine AGCOM: quando il gioco (d’azzardo) si fa sporco

Abbonamenti cari, accuse alla pirateria e ora persino pubblicità alle scommesse. L’AGCOM indaga su DAZN e il suo doppio volto: broadcaster e bookmaker.

Un nuovo fronte per DAZN

Non bastava l’abbonamento più caro d’Europa per guardare la Serie A a scatti. Né la crociata contro la pirateria, con i tifosi trasformati nel bersaglio principale. Adesso DAZN si ritrova sotto la lente dell’AGCOM, che ha aperto un’indagine per presunta pubblicità al gioco d’azzardo.

A denunciarla è stata Assoutenti, segnalando come durante molte partite compaiano grafiche e sovrimpressioni con riferimenti alle quote delle scommesse. Non spot diretti, ma messaggi che – secondo la legge italiana – bastano a configurare pubblicità indiretta, vietata dal Decreto Dignità.

Il cortocircuito DAZN – DAZN Bet

Il nodo centrale è che DAZN non è un’emittente qualsiasi: oltre a trasmettere il calcio, possiede anche la piattaforma di scommesse DAZN Bet.

Tradotto: il tifoso paga per vedere la partita, ma intanto viene spinto verso un “secondo business”, quello delle puntate.

Come ha ricordato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti:

“È un messaggio subdolo e normalizzante, che rischia di colpire soprattutto i minori e le fasce più vulnerabili. Lo sport deve restare passione e spettacolo, non un veicolo per il gioco d’azzardo.”

Caro, esclusivo e colpevolista

In un precedente articolo scrivevo che il modello DAZN–Lega Serie A è caro, esclusivo e colpevolista: il calcio blindato dietro un paywall costoso, la caccia agli utenti che cercano soluzioni alternative, zero attenzione per chi resta escluso.

L’indagine AGCOM aggiunge un tassello: non solo monopolio e accuse ai tifosi, ma anche la normalizzazione delle scommesse, infilate nel flusso della partita come se fossero parte dello spettacolo. Un rischio enorme, soprattutto per i più giovani.

Le possibili conseguenze

Se AGCOM confermerà le violazioni, le sanzioni potrebbero essere molto pesanti. Ma non è questo il punto: il vero nodo è il modello di business.

Come ha sottolineato l’Autorità in una nota:

“Le linee guida già coprono forme di comunicazione indiretta e grafica che abbiano effetto promozionale, anche se non esplicito.”

DAZN controlla contenuti (la Serie A), distribuzione (la piattaforma) e ora persino il mercato delle scommesse. Troppo potere nelle mani di un solo attore, con i tifosi trasformati in clienti da spremere a più livelli.

Pirateria e doppi standard

Il paradosso è servito: DAZN accusa i tifosi di “rubare il calcio” con lo streaming illegale, ma ora rischia di essere accusata di giocare sporco con la pubblicità mascherata.

Forse il vero problema non è chi cerca la partita gratis, ma chi ha in mano le chiavi dello spettacolo e le usa per spingere un gioco che, alla lunga, può costare molto più di un abbonamento.

📌 Cosa rischia DAZN?

  • Sanzioni economiche elevate da parte di AGCOM.
  • Obbligo di rimuovere grafiche e sovrimpressioni con riferimenti a scommesse.
  • Danno d’immagine: da paladino anti-pirateria a indagato per pubblicità illegale.
  • Conflitto d’interessi evidente: piattaforma TV + bookmaker interno.

Chi è davvero il nemico del calcio?

Ci hanno detto che il tifoso pirata è il problema, che lo streaming illegale uccide il pallone. Ma oggi la domanda è un’altra: chi sta davvero tradendo il calcio, chi lo guarda gratis… o chi lo trasforma in una sala scommesse a pagamento?