Finanza

Inter e Private Placement: debito e stadio, la partita più delicata dell’Inter

Per consolidare la propria posizione finanziaria e gestire una struttura debitoria fortemente esposta, l’Inter si prepara a ricorrere al mercato del private debt. Secondo Calcio e Finanza, il club nerazzurro sarebbe in fase avanzata di valutazione per rifinanziare il bond da 415 milioni di euro in scadenza nel 2027 (con rata finale di 391,7M).

Uno strumento meno trasparente, più costoso, ma più accessibile

Il private placement è una forma di finanziamento riservata a investitori istituzionali, in particolare fondi pensione, compagnie assicurative e gestori patrimoniali. A differenza delle obbligazioni quotate, i titoli emessi non sono negoziati pubblicamente e non richiedono i requisiti di trasparenza imposti dalle emissioni tradizionali. Questo rende il processo più rapido e flessibile, ma più oneroso sul piano dei costi finanziari.

L’assenza di liquidità sul mercato secondario comporta un premio al rischio noto come illiquidity premium, che nel caso di strumenti comparabili si attesta tipicamente tra i 200 e i 400 punti base (bps). In sintesi, il private placement è più semplice da ottenere, ma meno trasparente e più costoso e meno efficiente per l’emittente (l’Inter) nel lungo termine.

Le condizioni di mercato non sono favorevoli

Il contesto macro-finanziario globale non è favorevole. Le tensioni politiche negli Stati Uniti, in particolare l’incertezza legata a Trump e al ritorno di politiche protezionistiche, hanno contribuito a una stretta del credito. Molte emissioni obbligazionarie sono state congelate. I premi al rischio sono saliti e i costi di rifinanziamento sono oggi più alti rispetto a 12 mesi fa, seppur inferiori al picco osservato nel 2021.

In questo quadro, il private debt è diventato meno conveniente, ma per l’Inter rappresenta comunque, secondo alcuni esperti che abbiamo contattato, l’unica strada percorribile per evitare un default tecnico e mantenere il controllo sull’equilibrio finanziario del club.

Il debito dell’Inter: classificazione “junk” e rischio sportivo

Secondo Fitch Ratings a novembre 2024, che ha emesso la valutazione ufficiale sul bond di Inter Media and Communication S.p.A., il titolo è classificato “B+” con outlook stabile, ovvero nella fascia dei cosiddetti junk bond (obbligazioni ad alto rischio e alto rendimento). Le motivazioni principali sono due: da un lato, la leva finanziaria elevata e l’assenza di asset di proprietà (come uno stadio) che possano offrire garanzie reali; dall’altro, la forte dipendenza dei ricavi dai risultati sportivi.

La valutazione di Fitch si basa sulla situazione economica dell’Inter che ha un Patrimonio Netto negativo di quasi 100 milioni. Al 30 giugno 2024, quello di FC Inter è negativo per 99,7 milioni di euro. Il Patrimonio Netto, in parole semplici, è ciò che rimane (al valore contabile) se si saldano tutti i debiti. Quindi la situazione patrimoniale è delicata.

Fitch ha sottolineato che il veicolo finanziario Inter Media and Communication è completamente esposto alla qualificazione dell’Inter alle competizioni UEFA, in particolare alla Champions League. L’assenza di questi introiti comprometterebbe drasticamente la capacità del club di onorare gli impegni con gli obbligazionisti, data la natura ricorrente e rilevante dei flussi da broadcasting e sponsorizzazioni collegati alle performance sportive.

Inoltre il problema la scadenza del 2027. “Le obbligazioni Inter Media sono solo parzialmente ammortizzate, con il 94% in scadenza nel 2027, comportando un significativo rischio di rifinanziamento.”

Il bond oggi sul mercato

Attualmente, il bond Inter Media and Communication 6.75% (scadenza 2027) è scambiato sopra la pari, intorno a €101,4, con uno yield to maturity di circa il 6,1%.
Questo livello indica che il rischio percepito dagli investitori si è ridotto rispetto ai periodi precedenti (grazie alle performance sportive del 2024-25 che migliorano i risultati economici), quando il titolo era sotto la pari e offriva rendimenti molto piu’ alti.
Il bond si comporta oggi come un titolo quasi “investment grade” sul piano dei prezzi, nonostante il rating B+ ufficialmente lo collochi ancora nella fascia high yield. Ma non il percorso per il risanamento e’ lungo e tortuoso.

Tassi d’interesse oggi sul mercato

Secondo l’AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) nel 2024 il tasso di interesse fisso applicato ai finanziamenti ha registrato un valore medio dell’8,00%. Ma considerando che solo il 3% delle operazioni (l’1% dell’ammontare) ha riguardato l’obiettivo di rifinanziare un debito (il caso di FC Inter), si può stimare che (alle condizioni attuali), se finanziato in Italia, il tasso di interesse possa posizionarsi sopra la media, a meno che Oaktree finanzi il debito in America.

L’obiettivo finale: uscita per Oaktree

L’operazione non è solo un’esigenza di tesoreria. È anche, e soprattutto, un passaggio strategico per gli investitori di Oaktree, entrati in controllo dell’Inter dopo il default del gruppo Suning. Per il fondo californiano, il rifinanziamento è una condizione necessaria per rendere vendibile il club e massimizzare il ritorno sull’investimento.

L’assenza di operazioni alternative, la struttura debitoria pesante e la pressione del tempo rendono quindi il private placement non un’opzione tra le tante, ma l’unica strada percorribile.

L’importanza dello stadio

Alla luce della “vulnerabilità” economico-finanziaria di cui parla Ficth Rating, il nuovo stadio è un asset strategico. Avere un impianto di proprietà permetterebbe all’Inter di generare ricavi stabili e indipendenti dalla performance sportiva, migliorando il proprio profilo di credito.

Non sorprende, quindi, il forte interesse mostrato da esponenti istituzionali e politici vicini al club — tra cui anche tifosi dichiarati come il sindaco Sala — nel sostenere la realizzazione dell’impianto. In sintesi, per l’Inter, lo stadio non è un’opportunità, ma una necessità strutturale. Farlo con il Milan rende anche il progetto più fattibile.

Pertanto, i tifosi interisti devono sperare che i preannunciati ricorsi non vadano a buon fine e che il progetto stadio sia approvato a breve.

Fonti:

  1. https://www.calcioefinanza.it/2025/05/24/inter-private-debt-rifinanziamento-bond-400-milioni/
  2. https://www.calcioefinanza.it/2022/07/15/as-roma-private-placement-obbligazioni/
  3. https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-04-19/trump-election-risks-hit-credit-markets-private-debt-costs-up
  4. https://www.ft.com/content/33e9f36e-3d3b-4b21-b95d-4fd213e8c255
  5. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-stabilita/2024-2/RSF_2_2024.pdf
  6. https://www.fitchratings.com/research/infrastructure-project-finance/fitch-affirms-inter-media-notes-at-b-outlook-stable-20-11-2024

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