Inchieste

L’operazione Bastoni e il pacchetto giovani

Quando si parla di plusvalenze “creative”, in Italia il dito viene puntato soprattutto contro la Juventus. Ma c’è un precedente pesantissimo che riguarda l’Inter, troppo spesso dimenticato o messo sotto silenzio: l’acquisto di Alessandro Bastoni dall’Atalanta nel 2017 per una cifra complessiva di 31,1 milioni di euro (fonte: bilancio Inter 2017/18, ripreso da Ultimo Uomo).

Un’operazione presentata come investimento visionario sul futuro, ma che nei numeri dei bilanci appare soprattutto come un gioco contabile utile a generare plusvalenze e rispettare i paletti UEFA.

A bilanciare l’investimento, la società bergamasca incassa nello stesso arco di tempo tre giocatori provenienti dall’Inter:

Fabio Eguelfi (2017, 6 milioni di euro, plusvalenza per l’Inter di 4,8 milioni),

Davide Bettella (2018, 7 milioni, plusvalenza di 6,949 milioni),

Marco Carraro (2018, 5 milioni, plusvalenza di 4,455 milioni).

In totale, circa 18 milioni di euro entrati nei bilanci nerazzurri come plusvalenze, fondamentali per rispettare i vincoli UEFA del settlement agreement.

Dove sono finiti quei giocatori?

Oggi quei tre calciatori, secondo Transfermarkt, valgono insieme meno di 1 milione di euro:

• Eguelfi (che “valeva” 6M) è svincolato dal 2020,

• Bettella (che “valeva” 7M) è al Catanzaro in Serie B, valutato circa 300mila euro,

• Carraro (che “valeva” 5M) gioca al Vicenza in Serie C, valutato circa 350mila euro.

In pratica, possiamo dire che il valore di acquisto di Bastoni, in base a questi dati, sembra essere stato gonfiato di almeno 16-18 milioni con l’obiettivo di generare plusvalenze.

Il “modus operandi” delle plusvalenze

Come scrive Ultimo Uomo a proposito di quell’operazione:

«Esse rappresentano un modus operandi ormai consolidato da parte di moltissime società, il cui utilizzo sfrutta l’impossibilità da parte di organi terzi di stabilire un congruo valore dei giocatori» (Ultimo Uomo, 2018).

In altre parole: quando si tratta di giovani o di ragazzi della Primavera, non esiste un parametro oggettivo per stabilirne il valore. E questo consente ai club di gonfiare i cartellini a piacimento, ottenendo immediatamente plusvalenze utili per il bilancio.

Due pesi e due misure?

Il paradosso sta qui: oggi la FIGC ha punito la Juventus e ha indagato il Napoli per il caso Osimhen–Lille proprio per operazioni analoghe.

Nel caso Osimhen, ad esempio, il Lille ricevette in cambio del nigeriano quattro giocatori (Palmieri, Manzi, Liguori, Karnezis) valutati cifre molto più alte del loro valore reale.

Per l’Inter invece, l’operazione con l’Atalanta resta registrata come una normale transazione di mercato, senza conseguenze disciplinari. Una disparità che fa discutere: perché un meccanismo definito “prassi consolidata” da analisti e giornalisti calcistici, in alcuni casi diventa illecito e in altri rimane routine?

Bastoni, Zalewski e i “parametri logici”

Il problema, caro Longhi, non è se la plusvalenza sia o meno un reato: il problema è chi decide cosa rientra dentro i famosi “parametri logici”. Perché se oggi ci scandalizziamo (giustamente) per uno Zalewski che passa dall’Inter all’Atalanta per 17 milioni dopo aver scaldato la panchina per mesi, allora ieri avremmo dovuto gridare allo scandalo per Bastoni.

Era l’estate 2017: Bastoni, appena tre presenze in Serie A, valutato dall’Inter 31 milioni di euro. Una cifra fuori scala che però – guarda caso – viene “ammorbidita” grazie al pacchetto Eguelfi (6 milioni), Bettella (7 milioni) e Carraro (5 milioni). Tre ragazzi oggi valgono insieme meno di un cartellino di Serie C, ma allora garantirono all’Inter plusvalenze immediate per circa 16 milioni. Operazioni documentate nei bilanci, riportate da Ultimo Uomo e da FCInter1908.

La domanda è semplice: dove erano allora i parametri logici? Perché se il metro è quello, allora le operazioni Inter–Atalanta avrebbero meritato lo stesso trattamento che la FIGC ha riservato al Napoli per Osimhen o alla Juve per il filone plusvalenze. Ma evidentemente i parametri logici cambiano in base al colore della maglia.

Il rischio FIGC e i vincoli UEFA

L’Inter aveva un peso da affrontare: non rispettare l’obiettivo di plusvalenze previsto dal “Settlement Agreement” con la UEFA sarebbe costato caro. Nel maggio 2019 l’UEFA ha ufficializzato l’uscita del club nerazzurro da quel regime transattivo, dopo aver raggiunto i target concordati   .

Questi vincoli obbligavano la società a produrre una significativa quantità di plusvalenze — almeno 45 milioni entro il 30 giugno 2018 — per pareggiare i conti  . La mancata realizzazione di questo obiettivo avrebbe potuto tradursi in limitazioni alla rosa UEFAdivieti nel registrare nuovi acquisti nelle competizioni europee o persino esclusione dai tornei continentali  . Insomma, non rispettare quei numeri avrebbe significato per l’Inter una pesante penalizzazione sportiva e finanziaria.

Le “strane plusvalenze” tra Inter e Atalanta

Questo non è un caso isolato: negli ultimi anni, Inter e Atalanta sembrano aver stabilito un flusso consolidato di contropartite giovani gonfiate a fini contabili. La formula è sempre la stessa: l’Atalanta accoglie ragazzi valutati a cifre superiori al loro valore tecnico, permettendo all’Inter di incassare plusvalenze immediate. Un “soccorso nerazzurro” che ha fruttato circa 19,5 milioni di plusvalenze (17,7 reali) calibrate sui bilanci interisti tra 2017 e 2019 — con calciatori che non hanno praticamente mai giocato per la Dea  .

Operazioni simili — come Carraro, Bettella, Eguelfi e Burgio — venivano presentate come utili mosse di mercato, ma nella realtà sembravano mosse di bilancio: giovani “sacrificati” per sistemare i conti con operazioni che oggi suonano come “pirotecnia contabile” più che scelte di crescita.

Il risultato sportivo e il retrogusto amaro

Dal punto di vista tecnico, l’operazione Bastoni è stata importante: oggi il difensore vale più di 80 milioni di euro ed è titolare sia nell’Inter che nella Nazionale.

Ma per arrivarci, il club nerazzurro ha dovuto mettere in piedi un’operazione contabile che ha garantito ossigeno ai bilanci a scapito di tre ragazzi la cui valutazione si è rivelata col tempo del tutto artificiosa.

Il calcio italiano, ancora oggi, non ha un sistema indipendente per stimare il valore dei giocatori. Finché sarà così, il rischio è che casi come Bastoni o Osimhen vengano giudicati con pesi diversi, a seconda del momento storico e della società coinvolta.

Fonti:

https://www.ultimouomo.com/inter-bilancio-2017-18?utm_source=chatgpt.com

https://www.fcinter1908.it/copertina/ultimo-uomo-sky-spiega-i-31-mln-di-bastoni-nessun-rischio-di-sanzione-perche