Inchieste

Marotta e il mistero del 2%

Un altro argomento su cui ci sarebbe tanto da dire, e invece i giornali come al solito si limitano a dare l’informazione, anche se l’informazione è una di quelle grosse.

Non si chiedono perché, non ci spiegano come sia possibile una cosa del genere, e nessuno si fa delle domande.
La risposta è: i fondi americani lavorano così!


I fatti

Ma veniamo ai fatti.
Beppe Marotta diventa proprietario del 2% delle quote dell’Inter.

Che, numericamente parlando, volendo mantenere una quotazione al netto dei debiti, l’Inter vale circa un miliardo, un miliardo e 200 milioni di euro.
Quindi il 2% corrisponde a una cifra tra i 20 e i 24 milioni.

Non è proprio un regaluccio da niente.

L’amministratore delegato dell’area sport dell’Inter, per questo incarico, percepisce circa 3 milioni e mezzo di euro a stagione, mentre per il ruolo di presidente non percepisce alcun compenso.

Naturalmente si è parlato di tradizione, invece il fatto che non percepisca alcun compenso è puro semplice fumo negli occhi.


La causa Zhang

Ricordate la causa tra Zhang e la China Construction Bank?
Vi rinfresco la memoria: la China Construction Bank vinse in Cina una causa contro l’ex presidente dell’Inter per non avergli restituito un prestito di 245 milioni di euro, che poi era diventato di 315 milioni con gli interessi.

Si fece riconoscere anche dal Tribunale di Milano tale vittoria per poter entrare in possesso del patrimonio italiano dell’ex presidente dell’Inter.

Naturalmente Steven Zhang, da ottimo criminale abituato ad andare in giro per il mondo a disseminare default finanziari, aveva prevenuto la situazione liberandosi di ogni suo bene in Italia e dichiarando di non percepire alcuna indennità per il ruolo di presidente dell’Inter.

Quindi la povera banca cinese, pur vincendo naturalmente la causa e vedendo riconosciuti i suoi diritti anche nel nostro Paese, non poté entrare in possesso di un bel niente, perché l’Inter, in puro stile omertà mafiosa, dichiarò che da tradizione nessuno dei suoi presidenti percepiva un’indennità per tale ruolo e Zhang non faceva eccezione.

E questo è un punto.


Il passaggio a Oaktree

Le altre cose importanti sono state quelle costruite da Marotta in questo primo anno di Oaktree da proprietario dell’Inter.

Anzitutto c’è stato il passaggio di proprietà, vissuto come un normalissimo passaggio di proprietà.

Nessun giornale ha mai parlato di quello che nei fatti è stato un pignoramento di un asset come l’Inter, che era stato dato in pegno da Zhang a Oaktree in caso di mancata restituzione del prestito.

Marotta, con le sue conoscenze politiche, istituzionali e soprattutto giornalistiche, ha fatto sembrare il tutto alla stregua di un normale cambio di proprietà.

Zero discussioni, zero indagini, zero conferenze stampa di spiegazione, zero chiacchiericcio sui giornali, tutto perfettamente lecito.


La continuità aziendale

Eppure c’era una società accusata di avere una montagna di debiti, di non avere i requisiti e in particolare la continuità aziendale, requisito cardine per l’iscrizione al campionato, di cui era facilmente rinvenibile l’assenza da anni, visto e considerato che l’Inter continuava a garantire il proprio bilancio tramite Grand Tower, la holding cinese di Suning situata in Lussemburgo, tramite una lettera di patronage, cioè un’autocertificazione dichiarava che l’Inter aveva continuità aziendale grazie ai flussi presenti in cassa e dalla capacità del socio di riferimento, cioè Steven Zhang, di iniettare nuovi capitali nel corso della stagione per appianare eventuali perdite.

Tutto questo senza presentare i bilanci, tutto questo essendo un chiaro, palese e inequivocabile contenitore vuoto, una scatola cinese.


Lo scandalo “doppia curva”

L’altro capolavoro di Marotta in questa stagione è sicuramente quello relativo allo scandalo doppia curva, dove l’Inter era ammanettata mani e piedi con i criminali presenti nella curva nord interista.

C’erano chiari ed evidenti rapporti documentati da intercettazioni di dirigenti apicali dell’Inter, di membri del gruppo squadra e finanche dell’ex allenatore Simone Inzaghi con i vari ormai noti Ferdico, Beretta e Bellocco.

All’atto di arresto di questi personaggi, la Procura di Milano e il procuratore che curava l’indagine, Paolo Storari, aveva dichiarato che l’Inter aveva una doppia morale.

Da un lato aveva un comportamento istituzionale e pubblico pienamente consono al rispetto delle regole, dall’altro l’Inter aveva dei rapporti vietati, talmente frequenti, talmente ben oliati, assolutamente orientati alla massimizzazione del profitto, tanto da essere così frequenti da far sembrare leciti e abituali anche i comportamenti che non erano leciti.


Rapporti tra dirigenti e curva

Inutile scendere nel dettaglio delle varie situazioni, ormai note a tutti e tra lo stesso Marotta, tra il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti e il direttivo della curva nord.

Lo stesso Zanetti addirittura fece una falsa testimonianza davanti allo stesso Storari, dicendo di aver incontrato una sola volta occasionalmente Antonio Bellocco.

La cosa fu chiaramente smentita dalla trasmissione “Lo stato delle cose”, condotta da Massimo Giletti, che dimostrò che c’erano dei rapporti così stretti tra il Bellocco e Zanetti tali da giustificare un messaggio di auguri dell’ex campione dell’Inter alla mamma Aurora di Antonio Bellocco, che si trova in carcere al 41 bis, commentò un incontro in cui Zanetti andò a una festa di un imprenditore molto vicino a Bellocco, seguito poi da un messaggio allo stesso inviato dal vicepresidente dell’Inter chiedendo se il ragazzo fosse stato contento e soddisfatto della sua presenza.

Inutile ricordare le intercettazioni tra Inzaghi e Ferdico.
Inutile ricordare che Çalhanoğlu ha dichiarato di avere incontrato più volte Ferdico e gli altri membri del direttivo della curva nord in cene, aperitivi e perfino con un invito in Turchia per Ferdico durante gli europei del 2021.

Pure, grazie anche all’amicizia dello stesso Marotta col procuratore capo di Milano, Marcello Viola, l’Inter sin dal primo momento viene presentata come parte lesa e riesce anche ad avere un risarcimento in sede civile.

Mentre dal punto di vista sportivo tutto si risolve con una pacca sulla spalla, grazie al patteggiamento dello scorso primo maggio, dove viene comminata una giornata di squalifica a Çalhanoğlu e l’ex allenatore Simone Inzaghi da scontare in una partita contro il Verona, che veniva proprio in mezzo a due partite di Champions importantissime, le due semifinali col Barcellona.

Atteggiamento reso noto il primo maggio, giorno in cui non vengono stampati giornali, e fatto capitare in una partita dove già era previsto un ampio turnover.


I vantaggi alla curva

Pensate addirittura che l’Inter lasciava la possibilità a questi criminali di guadagnare soldi tramite la cessione illegale dei biglietti e degli abbonamenti con il bagarinaggio, tramite la gestione della zona parcheggi del Meazza, tramite la gestione del drink and food all’interno dello stadio.

Addirittura tramite la produzione di merchandising ufficiale dell’Inter a “We Are Milano”, società gestita dall’omicida reo confesso e ora collaboratore di giustizia Beretta.

All’epoca dei fatti aveva da quindici anni un Daspo, eppure disse di intrattenere rapporti abituali con Beppe Marotta, rapporti tanto stretti da permettere una volta all’amministratore delegato dell’Inter di salvarlo da una denuncia per minacce per questione di biglietto rivolte al responsabile della sicurezza dell’Inter Sala.

Inoltre ha alle sue dipendenze come responsabile dell’hospitality Gloria Rosa Ferdico, sorella di Marco Ferdico e figlia di Gianfranco Ferdico, entrambi arrestati nell’indagine doppia curva con l’accusa di associazione a delinquere per stato mafioso.


Viola e l’Inter

Sono note le passioni del procuratore capo di Milano Marcello Viola nei confronti dell’Inter, sua squadra del cuore, tali da lasciare qualche anno fa un’intervista dove ha dichiarato che l’amore per l’Inter è costretto a portarselo al lavoro e a tappezzare il suo ufficio di gagliardetti, foto e gadget dell’Inter.

Poco prima dell’apertura dell’indagine doppia curva sono stati documentati dei pranzi tra lo stesso Viola e la dirigenza dell’Inter con Marotta naturalmente sempre presente.

Marcello Viola si presenta alla famosa conferenza stampa di apertura dell’indagine doppia curva davanti alle telecamere con la cover del cellulare con le effigie dell’Inter.

Probabilmente niente di tutto questo è illegale, ma capirete bene che per questioni di opportunità ci sarebbe dovuto essere uno scandalo mediatico, invece nei fatti, grazie all’amicizia di Beppe Marotta con i membri dei principali quotidiani e testate televisive sportive, il tutto è passato sotto rigoroso silenzio, quasi a livello di omertà ‘ndranghetista per restare nel tema.


La “Marotta League”

Ecco questi sono fatti.

Poi c’è tutta un’ampia serie di situazioni misteriose che vanno a ricadere sotto il nome di Marotta League, che vengono imputati alla capacità di Marotta di intrattenere rapporti politici e con i giornalisti.

Una serie incredibile e interminabile di aiuti arbitrali che hanno tenuto in vita l’Inter, facendogli conquistare premi e qualificazioni europee difficilmente raggiungibili senza gli stessi.

I rapporti idilliaci con Gravina e di conseguenza con la procura federale e la http://Co.Vi.So.C. hanno permesso in primis all’Inter di iscriversi al campionato e poi di evitare tutta una serie di grane con scomparse di audio in situazioni incredibili come l’insulto razzista di Acerbi o come durante la bestemmia di Lautaro in Juventus-Inter.

L’amicizia dello stesso Gravina, vicepresidente con Čeferin, presidente della UEFA, hanno permesso all’Inter di arrivare in finale di Champions League con una serie di aiuti arbitrali incredibili e di guadagnare un sacco di soldi che poi sono serviti quest’anno per arrivare finalmente al pareggio di bilancio dopo oltre 30 anni di bilanci in passivo.


La favola dei debiti

Naturalmente la favoletta dei debiti è una bugia.
I debiti non sono stati pagati.

L’Inter è ancora ampiamente la squadra con la situazione debitoria più disastrosa del campionato italiano, anche se naturalmente sono state attenuate le posizioni.


Il 2% a Marotta

Ecco, per tutte queste ragioni Marotta ha ricevuto questo 2%, che quindi non è un regalo ma è un compenso ricevuto da Oaktree, che lo ricordiamo, è sempre un fondo speculativo, non gestisce denaro proprio ma che raccoglie denaro da investitori tentando, tramite l’investimento in aziende in vari settori che sono in difficoltà e la loro ristrutturazione, di portare successivamente ai propri investitori un guadagno.