SerieA

Michele Patrisso e la Juventus: l’appello di un avvocato a una tifoseria divisa

“Un sistema malato che continua a perseguitarci: è ora di unirci e reagire”

L’avvocato Michele Patrisso, figura da tempo legata al mondo Juventus, ha recentemente lanciato un appello acceso e appassionato in una lunga intervista a Radio Bianconera, puntando il dito contro quello che definisce “un sistema malato”, capace di danneggiare sistematicamente la sua squadra del cuore senza rispettare principi di giustizia e trasparenza. Le sue parole, dure e senza mezze misure, hanno scosso l’ambiente bianconero, rivelando frustrazioni profonde e un senso di ingiustizia che ancora oggi pervade tifosi, dirigenti e addetti ai lavori.

Un sistema antico e immutabile, un’ingiustizia che dura da anni

Patrisso non ha dubbi: la giustizia sportiva italiana è rimasta sostanzialmente ferma a modelli superati, pensati per un calcio “amatoriale” e lontano dalle enormi pressioni economiche e mediatiche di oggi.

“Questo sistema è stato inventato secoli fa, quando il calcio era un mondo amatoriale, fatto di persone che non avevano la percezione degli interessi economici enormi che si muovono oggi”, spiega l’avvocato.

Secondo lui, quella che una volta poteva essere una giustizia sportiva relativamente autonoma – affidata a nominati delle federazioni e senza controlli esterni – oggi è diventata un “mezzo di persecuzione” in mano a chi ha interessi ben precisi. “Il sistema è rimasto immutato ma il calcio è cambiato, i poteri e le pressioni sono enormi, eppure noi continuiamo a subire provvedimenti ‘monocolore’, che devono aggredire sempre una stessa parte.”

Questa parte, chiaramente, è la Juventus. L’avvocato ricorda come la società abbia più volte subito decisioni pesanti e contestate, senza che vi fosse un reale contraddittorio o garanzie di imparzialità. “La Juventus sembra essere sempre il bersaglio preferito: non solo per la storia, ma perché evidentemente il sistema vuole che continui a essere così.”

L’inerzia della Juventus e il silenzio dei tifosi

Un altro punto su cui Patrisso insiste è la mancanza di reazione da parte della stessa società bianconera, ma anche dei suoi tifosi più appassionati. “Io mi chiedo, ma il tifoso juventino cosa vuole fare ad agosto 2025? Vuole aspettare ancora che si muova la società?”.

L’avvocato esprime chiaramente la sua delusione per una mancanza di iniziativa: “Mi sarei aspettato una Juventus che dicesse: ‘Federcalcio, questi scudetti me li devi dare subito, me li restituisci, oppure li chiediamo in tribunale e chiediamo anche i danni’. Invece c’è silenzio, silenzio tombale.”

Questo silenzio, per Patrisso, è un problema enorme perché lascia campo libero a chi vuole “abbattere” la storia e l’identità bianconera. “Se noi stiamo zitti, la storia la scrivono gli altri, e noi rimaniamo semplici spettatori passivi di un sistema che ci penalizza.”

Un appello alla tifoseria: non solo parole, ma azione

Patrisso sottolinea che la battaglia non è solo legale o tecnica, ma anche culturale e identitaria. “A noi interessa solo fornire una bandiera sotto cui tutti i tifosi bianconeri possano riunirsi. Una bandiera che rappresenti la voglia di giustizia e di riconoscimento di quello che è stato tolto alla società.”

Rivolgendosi direttamente ai tifosi, l’avvocato è netto: “Serve che la gente si mobiliti, che non rimanga in attesa passiva. Questo è il momento di agire, di pretendere risposte. Non bastano più applausi o parole di incoraggiamento.”

Non si tratta solo di slogan: dietro le quinte, spiega, ci sono già azioni legali in corso. “Stiamo preparando una querela da depositare alla procura di Torino. Ci sono forti indizi e abbiamo già persone pronte a firmare per prendersi la responsabilità. È una decisione importante, non da prendere alla leggera, ma i tempi sono maturi.”

Le ombre sul sistema europeo e le “doppie velocità”

Oltre al sistema italiano, Patrisso accenna anche alle disparità in ambito europeo, citando il concetto di “doppie velocità” che da sempre affligge la Juventus. “Ci sono sempre gironi comodi per alcune squadre nuove, mentre noi siamo stati messi nel girone del Sud, il più difficile, e ci è stato impedito di competere alla pari.”

Un altro tema toccato è quello del mercato e dei sospetti che ruotano attorno ad alcune operazioni “non sempre limpide” e alle strategie di altri club che, a suo giudizio, possono godere di protezioni speciali. “Questa disparità di trattamento non fa altro che alimentare un clima di sfiducia e ingiustizia che colpisce i tifosi e la società.”

Il ruolo delle fondazioni e l’assenza di mandato ufficiale

Infine, l’avvocato chiarisce il ruolo delle fondazioni che operano nel mondo juventino, spesso impegnate in iniziative culturali e di memoria storica. “La fondazione fa molto, ma non ha il mandato della Juventus. Noi invece lavoriamo gratuitamente e continueremo a farlo, ma serve che la società si prenda le sue responsabilità.”

Per Patrisso, il vero motore del cambiamento devono essere i tifosi, con una mobilitazione concreta che vada oltre le semplici dichiarazioni di vicinanza. “Non possiamo più aspettare. Se vogliamo riavere ciò che ci è stato tolto, dobbiamo combattere insieme.”


Conclusioni

L’intervento di Michele Patrisso rappresenta un grido d’allarme e una chiamata alle armi per la tifoseria juventina. In un momento storico segnato da polemiche, accuse e sentenze contro la Juventus, l’avvocato si fa portavoce di una comunità che non intende arrendersi e vuole ritrovare la propria dignità.

Il suo appello è chiaro: non basta la passione, servono azioni concrete, unità e coraggio per affrontare un sistema che, a suo dire, continua a essere “malato” e profondamente ingiusto. Una battaglia che si annuncia lunga e complessa, ma che per molti rappresenta l’unica via per ridare giustizia e futuro alla Juventus e ai suoi tifosi.

FONTE:

Gigio JUVE

Fondazione Jdentità Bianconera

Radio Bianconera