Inchiesta (quasi) invisibile: quando i nomi non sono bianconeri, la giustizia e i media vanno piano piano
Se c’è un’inchiesta che fotografa alla perfezione le due Italie del calcio – quella che urla quando c’è di mezzo la Juventus e quella che sussurra quando i protagonisti sono altri – è quella che coinvolge Claudio Lotito e le sue plusvalenze ai tempi della multiproprietà Lazio–Salernitana.
Parliamo di sette indagati, di fatture per operazioni inesistenti, di false comunicazioni sociali, di giocatori valutati ben oltre la logica di mercato. Eppure… silenzio. Nessuna prima pagina, nessun processo mediatico, nessuna conferenza stampa convocata d’urgenza per “salvare la credibilità del calcio italiano”.
Le carte (che nessuno racconta)
- Aprile 2023: la Guardia di Finanza entra nelle sedi di Lazio, Salernitana e Roma. Indagati Lotito, l’allora ds Igli Tare e altri dirigenti. Contestazioni: fatture gonfiate, dichiarazione fraudolenta, falso in bilancio.
- Giugno 2024: la Procura di Tivoli passa il fascicolo ad Arezzo, perché lì ci sarebbe il server che custodisce le comunicazioni societarie.
- Estate 2025: il fascicolo rimbalza ancora, “alla ricerca di un pm”. Un’indagine che sembra più un pacco postale che un atto giudiziario.
Ora, se questo balletto fosse successo con la Juventus indagata, vi immaginate le aperture dei tg? “Processo al sistema”, “vergogna nazionale”, “la Juve uccide il calcio italiano”. E invece, trattandosi di Lotito – senatore della Repubblica, uomo di mille relazioni – la storia resta confinata nelle pagine interne.
Le accuse non sono quisquilie
I reati ipotizzati hanno cornici da 4 a 8 anni di reclusione. Si parla di plusvalenze gonfiate su giocatori come Sprocati, Casasola, Akpa Akpro, Morrone. Ma i toni mediatici restano bassi, quasi sussurrati. Quando c’era di mezzo la Juventus, invece, bastava la parola “plusvalenza” per scatenare un linciaggio mediatico e una condanna sportiva fulminea.
Ricordiamo tutti la sentenza lampo sulla Juve: punti di penalizzazione inflitti in corsa, campionato falsato, narrativa univoca: “colpevoli comunque”. Qui, invece, la lentezza è la regola, e la presunzione d’innocenza viene ricordata ad ogni riga. Due pesi, due misure.
Procure a confronto
- Per la Juve, la Procura di Torino e la FIGC hanno corso come centometristi.
- Per Lotito, il fascicolo gira da Roma a Tivoli, poi ad Arezzo, e forse tornerà indietro. Ogni passaggio rallenta, ogni cavillo diventa motivo per allungare i tempi.
- Risultato: due anni dopo le perquisizioni siamo ancora a chiederci chi debba indagare. Non cosa sia successo, non chi sia responsabile, ma chi debba firmare i documenti.
Dove sono i titoloni?
Non c’è traccia di “calcio marcio”, di “campionati falsati”, di editoriali moralisti. Nessun talk show che chiama in causa la politica del pallone, nessuna gogna in tv. Eppure, parliamo di una squadra quotata in Borsa (Lazio) e di un senatore della Repubblica.
Quando la Juventus era al centro del mirino, non c’era bisogno di prove: bastava l’accusa per montare il caso. Qui, invece, ogni articolo si chiude con un “gli indagati sono innocenti fino a sentenza definitiva”.
La morale
Questa storia non è solo giudiziaria, è politica e mediatica. Ci racconta che in Italia non tutti i club sono uguali davanti alla giustizia sportiva e davanti ai riflettori dei media.
La Juventus paga sempre il conto per tutti. Gli altri, se hanno santi in paradiso, se la cavano con un passaggio di carte da una procura all’altra.
E allora la domanda è semplice:
👉 Se al posto di Lotito ci fosse stato Andrea Agnelli, credete che l’inchiesta sarebbe ancora “alla ricerca di un pm”?
Fonti e voci dei giornali
📌 Calcio e Finanza (19 agosto 2025)
- “L’inchiesta che riguarda Lotito e le plusvalenze legate ai trasferimenti tra Lazio e Salernitana è ancora alla ricerca di un pm competente. Dopo essere passata da Roma a Tivoli e poi ad Arezzo, non si esclude un nuovo cambio di procura.”
📌 Domani (agosto 2025)
“Il fascicolo sembra un pacco postale: da una scrivania all’altra, la competenza territoriale diventa un paradosso. Intanto, due anni dopo le perquisizioni, non si è ancora entrati nel merito delle accuse.”
📌 ANSA (aprile 2023, sulle perquisizioni)
“La Guardia di Finanza ha perquisito le sedi di Lazio, Salernitana e Roma. Indagati Lotito, l’allora direttore sportivo Igli Tare e altri dirigenti. Contestazioni: false fatture, dichiarazione fraudolenta e falso in bilancio.”
📌 Il Sole 24 Ore (giugno 2024, sul trasferimento ad Arezzo)
“Il motivo del passaggio del fascicolo dalla Procura di Tivoli ad Arezzo sarebbe la collocazione del server che gestisce le comunicazioni societarie, ritenuto determinante per stabilire la competenza territoriale.”
📌 Procura FIGC (2023)
“Gli atti dell’inchiesta sono stati acquisiti a titolo conoscitivo, ma l’eventuale procedimento sportivo dipenderà dagli sviluppi della giustizia ordinaria.”